Buona sanità e insensibilità dei decisori politici

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Due facce della stessa medaglia che emergono dal congresso sui percorsi di presa in carico e connessione del paziente con asma, tenutosi al Mondello Palace, il 2 dicembre 2017. Obiettivo principale del corso é il non fermarsi alla gestione del fatto acuto ma iniziare un percorso multidisciplinare che permetta al paziente di avere il controllo della patologia e di evitare che possa di nuovo ricorrere al Pronto Soccorso per nuove crisi respiratorie acute. Nel corso dei lavori congressuali, dopo le specifiche relazioni, è stata ascoltata a MariaRosa Circelli, residente a Modica e affetta da asma grave. Dopo 5 anni di peregrinazioni in mezza Italia, ricoveri al pronto soccorso e potenti terapie cortisoniche che le hanno provocato l’osteoporosi, la signora Maria Rosa Circelli mette fine a questo calvario grazie all’azione di un farmaco biologico: Mepulizumab. “E’ la prima volta, dopo anni, che faccio una gita. A Natale andrò in Emilia Romagna dai miei parenti che non vedo da tanto tempo.

Porterò con me il farmaco che mi verrà somministrato nel più vicino ospedale. Un grazie di cuore all’ambulatorio PDTA, ospedale di Scicli e al Dott. Enzo Cannata”. Ad oggi, in Sicilia, farmaci biologici, di ultima generazione, che riescono a cambiare la qualità di vita a pazienti affetti da asma grave refrattaria eosinofila non controllata, si trovano inseriti nei PTORS ma non sono acquistabili. In pratica non esiste alcuna gara regionale con relativo CIG (codice inserimento gara) necessario al farmacista per acquistare il farmaco. In varie regioni italiane sono tanti i pazienti già in trattamento con il Mepolizumab (solo in Calabria circa 40 pazienti). Viceversa pazienti siciliani sono costretti ogni mese a salire a Milano per la terapia.

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