Dissesto Comunale di Modica. Art. 1: “Occorre tutelare i diritti dei creditori”

Dissesto

Il decreto della Corte dei Conti per il dissesto finanziario del Comune di Modica e la dichiarazione di inammissibilità della rimodulazione del piano di riequilibrio del 30 maggio scorso rappresenta il risultato dell’azione politico-amministrativa del Sindaco Abbate, il quale ha deliberatamente disatteso gli impegni assunti con il piano di riequilibrio del 2012, come rimodulato dallo stesso Abbate, per ben tre volte tra il 2013 e il 2014, oltre ad avere platealmente ignorato tutte le sollecitazioni e le censure formulate dalla Corte dei Conti con le diverse deliberazioni degli ultimi due anni. Oggi, anche la beffa di un ulteriore giudizio di impugnazione, la cui unica certezza è costituita dalle relative spese legali a carico dei modicani. Lo sostiene il Movimento Articolo 1

che stigmatizza la condotta del primo cittadino, riducendo l questione finanziaria a mero fatto numerico. “Denunciamo la sua totale inadeguatezza al ruolo che gli è stato affidato – dice Antonio Ruta del Comitato Articolo 1 di Modica -. Esprimiamo la nostra preoccupazione per le sorti della città, per i dipendenti comunali, per i dipendenti delle società partecipate, per le cooperative sociali, per i fornitori del Comune, che si trovano oggi di fronte ad un concreto rischio di fallimento. A tal proposito riteniamo che si debbano assumere tutti gli strumenti necessari per tutelare i diritti dei creditori del Comune dalle drammatiche conseguenze prodotte del dissesto economico e chiediamo sin d’ora di sapere quali iniziative stia assumendo, in tal senso, il primo cittadino. Rimaniamo esterrefatti, poi, delle dichiarazioni del Sindaco Abbate, quando da un lato tenta di scaricare sue specifiche responsabilità su altri amministratori e dall’altro lato giunge anche ad insinuare un accanimento di natura politica nei suoi confronti. Il combinato di tutto quanto sopra descritto costituisce, a nostro avviso, la prova inconfutabile di un fallimento amministrativo e politico, di cui Ignazio Abbate è l’esclusivo autore e responsabile, di fronte alla cui presa d’atto, in un paese normale, le dimissioni rappresenterebbero, nell’esclusivo interesse della comunità, l’unica strada perseguibile”.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa