OMICIDIO A MARINA DI MODICA. SCARNATO RITENUTO COLPEVOLE: HA UCCISO LUI LUCA FIRRINGIELI. 13 ANNI DI RECLUSIONE DALLA CORTE D’ASSISE

 E’ stato Dino Scarnato ad uccidere il ragusano Luca Firringieli. Così ha stabilito la Corte d’Assise di Siracusa questa mattina al termine di una camera di consiglio durata quasi tre ore. L’ex buttafuori della discoteca Itaparica di Marina di Modica è stato condannato a tredici anni di reclusione, uno in più rispetto alla richiesta fatta nella precedente udienza il pubblico ministero. Una condanna che ha tenuto conto della derubricazione che ha subito il reato contestato al quarantatreenne di Noto ma all’epoca residente a Modica dove, di norma, faceva l’odontoiatra, passando dall’originario omicidio preterintenzionale ad omicidio volontario. Scarnato è stato, inoltre, condannato al pagamento di una provvisionale di novantamila euro in favore della parte civile distribuite in trentamila euro ciascuno al padre, alla madre e alla sorella della vittima, all’epoca ventottenne. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanni Raudino, ha preannunciato, come del resto era prevedibile, ricorso in appello alla sentenza. Il corpo del muratore ragusano fu trovato privo di vita con il volto riverso nell’acqua del pantano di Via del Laghetto a Marina di Modica, nei pressi della discoteca Itaparica. L’odontotecnico fu arrestato il 27 dicembre 2004 dagli agenti del locale Commissariato e della Squadra Mobile di Ragusa che, per le indagini, si avvalsero dell’Unità per le Analisi Chimiche delle Indagini per episodi violenti della “Scientifica” giunta appositamente da Roma. L’uomo raccontò al Gip, nel corso dell’interrogatorio, di non avere mai conosciuto e di non avere avuto mai discussioni con il Firringieli. Fu successivamente scarcerato su decisione del Tribunale per il Riesame il quale ritenne lacunoso il quadro indiziario che sarebbe stato gravemente inficiato dall’attività investigativa. Secondo gli inquirenti, Firringieli avrebbe urinato nei pressi della discoteca indispettendo il buttafuori che lo avrebbe rincorso fino alla zona sottostante il locale e lo avrebbe colpito con un colpo di karate alla nuca. Il corpo senza vita del trentunenne fu rinvenuto lunedì 20 dicembre 2004. L’ultima perizia, fatta dal Ctu La Bella della polizia postale aveva anticipato, nella sostanza, le conclusioni dei giudici perché non erano trapelati dubbi sulla responsabilità dello Scarnato. “L’imputato – aveva detto La Bella – è rimasto nei pressi del luogo dell’omicidio almeno fino alle cinque del mattino". L’imputato ha, invece, sempre sostenuto di essere andato via dalla discoteca Itaparica di Marina di Modica, intorno alle 4,15. Il consulente tecnico d’ufficio aveva l’incarico di esaminare le coordinate del telefonino di Scarnato proprio per stabilire i suoi movimenti. La prova è data dai ripetitori telefonici che agganciarono le celle del telefonino del presunto omicida stabilendone gli spostamenti. La famiglia è stata patrocinata dall’avvocato Gianluca Gulino.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa