Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani a Modica Il Sindaco: “ E’ il momento di superare le conflittualità per individuare una soluzione comune che ivesta tutte le istituzioni provinciali”

“C’è la necessità di avviare una seria riflessione a livello provinciale sulla problematica legata allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed alla politica ambientale che coinvolga non solo i comuni, la provincia e l’Ato, ma anche i parlamentari regionali e nazionali, che superi le conflittualità esistenti e che disegni una strategia complessiva e condivisa per quello che rischia di diventare il problema dei problemi non solo per questo territorio ma anche per il resto della Sicilia”. Questa è la proposta con la quale il Sindaco, Piero Torchi, interviene sulla complessa emergenza rifiuti della quale Modica è una delle realtà che più stanno soffrendo la dialettica intensa di questi giorni. “Nei momenti più difficili una classe dirigente autorevole e seria trova le condizioni per evidenziare soluzioni condivise e per aprire nuovi orizzonti non alimentando conflittualità e divisioni tra Città ed istituzioni che danneggiano non solo antichi rapporti territoriali, ma anche nuove prospettive di collaborazione. Il problema non può essere solo di Scicli o di Modica o ancora esclusivamente di Vittoria; è complessivamente di ciascuno dei cittadini di questa provincia, ed è soprattutto di chi ha responsabilità istituzionali, politiche ed amministrative in capo a cui ricade il dovere e la necessità di individuare soluzioni coerenti, praticabili e condivise dagli utenti. Ecco perché appare imprescindibile convocare, immediatamente, gli stati generali della politica e delle istitituzioni, allargando il tavolo alle OO.SS., per individuare soluzioni condivise e coerenti con il piano regionale dei rifiuti. Non possiamo opporci a tutto, né possiamo protestare contro tutti. Individuiamo ciò che non è accetabile ma perseguiamo con convinzione gli obiettivi che emergeranno in maniera comune e condivisa. Il rischio altrimenti è di lacerarsi, di creare profonde spaccature tra città e comprensori, di esasperare intere comunità e di costringere ogni giorno, in maniera imbarazzante, amministratori che siedono per altri motivi attorno allo stesso tavolo a litigare per difendere le giuste rivendicazioni dei cittadini amministrati. Probabilmente questa ultima soluzione servirà politicamente a pochi ma certamente non aiuterà né il territorio, né il futuro della provincia”.

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