Il fenomeno “Melinda”. Un esempio da seguire per l’uva da tavola di Mazzarrone

L’esperienza positiva della Val di Non che da un “fazzoletto di terra” è riuscita negli anni a produrre mele toccando il tetto nel 2006 delle 310 mila tonnellate e conquistando praticamente tutto il mercato (vende il 98% delle mele in Italia). L’uva da tavola di Mazzarrone prova a seguire il buon esempio del consorzio Melinda. Ha gli strumenti giusti in mano: la qualità del prodotto, un marchio di qualità ma i produttori che aderiscono al consorzio presieduto da Nunzio Busacca (ex sindaco di Mazzarrone) sono appena 87 a fronte dei 5084 del consorzio Melinda. Con una puntuale relazione il direttore generale di Melinda Luca Granata ha illustrato i punti di forza del suo consorzio illustrando nel dettaglio come una piccola realtà è riuscita ad imporsi nel mercato. Alla base di tutto c’è una maniacale organizzazione ma soprattutto la volontà dei produttori di stare insieme. “Restando da soli – ha detto Granata – non si va da nessuna parte. Siamo riusciti ad entrare nelle maglie del mercato perché tutti i produttori di mele della Val di Non hanno scelto di stare insieme e di attuare strategie di mercato ben definite: dalla scelta del marchio, al piano marketing, alle spese gestionali, all’abbattimento dei costi di produzione, al modo di commercializzare. Mazzarrone potrà continuare a produrre un’ottima uva da tavola ma se non riuscirà a fare scelte forti di coesione e di associazionismo, fuori dalla Sicilia, non riuscirà ad imporsi”. Spunti e riflessioni del direttore generale di Melinda che hanno entusiasmato i produttori presenti al workshop promosso dal Consorzio dell’Uva da Tavola e dal comune di Mazzarrone.. Per il sindaco di Mazzarrone Enzo Giannone “una lezione utile che i nostri produttori devono ascoltare se non vogliono essere penalizzati”, mentre, per l’assessore allo Sviluppo Economico della Provincia di Ragusa Enzo Cavallo “l’uva da tavola ha i numeri per qualità e quantità per imporsi ma deve curare maggiormente la commercializzazione puntando intanto sulla riconoscibilità del prodotto”.

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