Condizioni politiche inaccettabili ed impraticabili. Scicli: si dimette Donata Militello

Crediamo che la politica sia partecipazione operativa, continua e tenace e, pertanto, riteniamo impraticabili le attuali condizioni in Città per attuare la nostra pratica politica. A livello nazionale cinque anni di governo della Casa delle libertà ci hanno lasciato un aumento dei costi della politica del 36%, una scuola che prolifera di progetti ma non di insegnamenti, un buco nella Sanità in Sicilia di un miliardo di euro, il dilagare degli scandali: vallettopoli, Calciopoli, Cirio,Parmalat, i vari Ricucci e Fiorani, una legge elettorale su cui abbondano gli epiteti negativi più fantasiosi. A tutto questo il Centrosinistra ha risposto e risponde con la politica dei personalismi,dei veti continui, incrociati, paralizzanti. Invece di indicare gli errori, decidere e agire, ci si blocca nella conservazione del proprio orticello per non perdere le prebende, la clientela, i propri, più o meno ampi, canali di pressione. Al problema dei costi della politica si risponde parlando di qualunquismo, il che è un modo vergognoso di nascondere il problema e di conservare i soldi: la casta è divenuta un intero ceto sociale, con una proliferazione di enti, incarichi, consigli di amministrazione. In provincia il panorama è sconsolante: il candidato a presidente del Centrosinistra dichiara “furbe” le liste dopo averle avallate e corso con esse; i D.S. si spaccano; la Margherita, si autoritaglia per conservare un seggio al proprio coordinatore. A Scicli l’Amministrazione è divenuta, grazie all’incocludente partitocrazia,esattamente l’opposto della pratica del buongoverno: nessuna programmazione; nessun confronto politico fra i partiti che la sostengono e con la Città; fragilissimi equilibri assessoriali con la giunta autoridotta; gli assessori percepiti come operativi e concreti defenestrati; il bilancio 2007 prevede un taglio ai servizi sociali di 180.000,00 euro; la politica culturale è azzerata; la spazzatura è sempre in giro; la politica economica e di rilancio turistico non esiste. Il Consiglio Comunale è l’esatto corrispondente dell’Amministrazione: incapace di una vera opposizione politica ma solo di interpellanze urgenti, mozioni e ordini del giorno per bloccare gli atti non graditi, per svariati motivi, della Giunta. Discussioni infinite, pessimo uso del tempo e come risultato finale:l’immobilismo e le lungaggini infinite. In Sicilia vige una perversa legge elettorale che volutamente tende proprio a creare quest’immobilismo per via della possibile non concordanza tra Sindaco e maggioranza consiliare. Ogni volta che la lama andava affondata, si è rivelata la fragilità dello schieramento: la mozione di sfiducia che non guadagna tutte le firme del centrodestra ne è un esempio. La compagine del centrosinistra, con i suoi Consiglieri, si è disciolta, se mai è stata unita. La Margherita si è dimezzata, i D.S. si sono accorciati, il PdCI non c’è più, l’UDEUR neanche. Resiste Rifondazione: consolante! E il Movimento liberi e Concreti. Nessun dialogo, nessun confronto, nessun filo diretto con gli Assessori. Da quanto detto nasce la scelta di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale. Personalmente mi sento responsabile del mandato conferitomi dai miei elettori che mi hanno espresso la loro preferenza in nome della politica, della partecipazione, secondo criteri di razionalità, efficienza, efficacia, linearità dell’azione amministrativa. Non esistono più le condizioni che mi permettano di svolgere il mio mandato secondo questi criteri. Lascio una piccola poltrona per poter dialogare ed aprirci al confronto con tutti. Il sistema consiliare di una corretta democrazia consiste nella dialettica maggioranza e minoranza: nel caos del Consiglio Comunale di Scicli io mi trovo in una condizione di solitudine politica che rende vano ogni mia azione ed inutile la mia permanenza. Anzi sono convinta che rimanendo condannerei me stessa e quanti mi hanno sostenuto al definitivo silenzio politico. Rivendichiamo la nostra autonomia, la nostra capacità progettuale che va oltre i marchi senz’anima di Destra e Sinistra. Intendiamo continuare a partecipare alla vita politica del paese ma in piena libertà ed autonomia di movimento. Liberiamo il nostro Circolo Politico da ogni connotazione di schieramento, anche perché seguiamo con sempre maggior preoccupazione i processi di formazione del Partito Democratico, ed assumiamo il nome di “Scicli Democratica”. Il mio ed il nostro vuole essere un gesto dirompente che riafferma la fiducia nella politica, nella forza dell’impegno politico e nella capacità continua di rinnovamento e di cambiamento che supera ogni trasformismo. Individuiamo, per il futuro, un punto base: la riorganizzazione degli Uffici comunali, perché da lì passa tutto. Proponiamo ad ogni futuro candidato alla Sindacatura di Scicli di assumere degli impegni precisi e il meno generici ed altisonanti possibile: analisi trasparente alla città degli uffici comunali; verifica del grado di gradimento dell’utenza; rapidità dei servizi ai cittadini; produttività di ogni ufficio. Un secondo punto potrebbe essere la politica economica. Oltre la demagogia, qual è la cosa più utile alla città relativamente al Liceo socio-pedagogico? A cosa serve gestire una farmacia come Ente Comune? Quale gli incentivi veri a sostegno dell’agricoltura? Quali sostegni allo sviluppo del turismo? Cos’è una politica culturale? A che serve? Come la deve attuare l’Ente Comune? Quali le linee di revisione del PRG? Costituiremo immediatamente un Osservatorio sul Consiglio Comunale di Scicli che offrirà agli sciclitani un’analisi ed una lettura attenta di quanto avviene.

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