Indulto, dimezzato il numero dei detenuti

Dopo l’entrata in vigore dell’indulto si è quasi dimezzato il numero dei detenuti nelle carceri siciliane. Da 6.546 si è passati a 3.789. Tra questi, il 16,60% è costituito da tossicodipendenti, il 31,41% dai soggetti ad alta sicurezza per reati più gravi e il 12,33% da stranieri. E’ la fotografia delle carceri siciliane illustrata durante la presentazione della "Progettazione integrata tra autorità pubbliche e privato sociale – Nap Italia". Scopo del progetto, che recepisce le indicazioni de la "Strategia di Lisbona" e del Trattato di Amsterdam, è fornire linee guida alla Comunità europea sulle azioni da applicare per arginare l’emarginazione sociale di detenuti, tossicodipendenti ed ex detenuti. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la cooperativa sociale Fenice di Palermo, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia; il Centro per la giustizia minorile per la Sicilia, la Prefettura di Trapani, la Asl 6 di Palermo; la Federserd; Cnca Sicilia; l’Università di Palermo e alcune cooperative. L’iniziativa prevede l’attivazione, nell’arco del 2007, in tutte le province siciliane, di seminari mensili aperti a operatori penitenziari in cui sarà illustrata la strategia europea di "inclusione sociale". I seminari saranno gestiti da almeno 5 rappresentanti di enti pubblici e del privato sociale locale che da anni lavorano nel settore.

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