Il Sindaco chiede la convocazione urgente della Conferenza provinciale dei Sindaci “E’ urgente affrontare la tematica che vede impegnati in una vertenza oltre 500 operatori soci sanitari”

Convocare la conferenza dei Sindaci dei comuni della provincia di Ragusa per porre al centro della discussione le questioni legate alla Sanità nel territorio ibleo e all’effettivo ruolo che le norme demandano ai sindaci in materia di programmazione sanitaria. E’ quanto chiede il Sindaco Piero Torchi in una nota inviata al Presidente della Conferenza dei Sindaci e per conoscenza ai colleghi dei comuni iblei. Nella missiva si spiegano i motivi di questa richiesta che assumere “ particolare urgenza alla luce dell’incontro che ho avuto nei giorni scorsi con una nutrita delegazione degli oltre 500 operatori socio sanitari residenti in provincia ed impegnati in una dura vertenza con l’Ausl n° 7 per il riconoscimento della loro professionalità di cui sono stati bruscamente ed immotivatamente privati per una cervellotica ed incomprensibile decisione dei vertici dell’Ausl n° 7 di Ragusa in coincidenza con lo svolgimento di uno storico concorso che poteva dare loro, se svolto secondo i criteri di logica e buonsenso, quella stabilità da tempo auspicata e da tanti promessa.” Il primo cittadino di Modica rileva che ai partecipanti non è stata riconosciuta nessuna preferenza in base alla residenza e non è stato, soprattutto, valorizzato un titolo di professionalità ottenuto sul campo dopo anni di duro lavoro, preferendo una gestione confusa e contraddittoria di titoli di idoneità rilasciati da strutture private e spesso ottenuti in scadenza di immissione in servizio. “Il risultato – scrive il Sindaco Torchi- è stato che su 160 nuovi assunti circa 50 sono in possesso del titolo specifico e due terzi dei neo-assunti non sono cittadini residenti in questa provincia. Si deve chiedere con forza non una sostituzione dei soggetti vincitori del concorso ma un provvedimento che consenta nel tempo agli oltre 400 esclusi di poter ridare dignità alla loro professionalità promuovendo la firma d’appositi protocolli sindacali di garanzia allargando il numero delle persone occupate e soprattutto utilizzando la loro professionalità piuttosto che affidare costosi appalti esterni a ditte private che spesso non garantiscono neppure idonea qualità nei servizi.” A questa logica, rileva ancora il Sindaco, i sindaci della provincia, nelle cui città risiedono i soggetti coinvolti nella vertenza, non possono soggiacere né possono con il loro silenzio dare copertura e complicità. Chiede che la conferenza dei sindaci preveda un’audizione degli operatori soci-sanitari schierandosi con i soggetti deboli e stigmatizzando una gestione della sanità che non piace e soprattutto non convince.

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