Non c’è la querela. Modica, espediente del difensore fa assolvere l’imputato

Un espediente della difesa, consente all’imputato di ottenere l’assoluzione nel processo a suo carico per ingiurie e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice monocratico del Tribunale di Modica, Patricia De Marco, ha assolto Salvatore Avola, un automobilista modicano che circa tre anni fa era incappato nei controlli di una pattuglia della polizia di Stato. Secondo la relazione redatta dagli agenti, l’imputato, durante il controllo, aveva inveito sembra anche con minacce senza alcuna velatura ed addirittura si sarebbe vantato di presunte, importanti conoscenze fino ad essere indotto ad esprimere frasi del tipo “Io ti rovino”. Da questo episodio che, nei fatti, secondo il pubblico ministero, avrebbe avuto toni più accesi dal punto di vista verbale, ne scaturì una relazione dei poliziotti che, nell’annotazione, concludevano con la dicitura “la presente ha valore di querela”. L’espediente del difensore di Avola, l’avvocato Ignazio Galfo, è emerso dopo la requisitoria della pubblica accusa, sostenuta da Vpo, Veronica Di Grandi, che aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione, e cioè durante l’arringa del legale modicano. Questi, nella fase preliminare aveva chiesto l’estromissione dal fascicolo di udienza, della relazione degli agenti. Nessuno fece caso della dicitura finale riportata nel documento della polizia e, dunque, in conclusione, questo è stato l’asso nella manica per l’avvocato Galfo, che pur condannando l’episodio come un atteggiamento inurbano o ineducato, ha ricondotto le accuse laddove non sono perseguibili d’ufficio, l’oltraggio a pubblico ufficiale, e, quindi, era d’obbligo la querela di parte. Esclusa l’annotazione anzidetta, decadeva, pertanto, il reato. Ecco perché il magistrato si è dovuto esprimere per l’assoluzione con la formula “il fatto non è qualificato come ingiurie e manca della prevista querela”.

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