Consiglio comunale contro i provvedimenti dell’Ausl 7 di Ragusa

Invito perentorio all’Azienda Sanitaria numero sette di Ragusa, a revocare, immediatamente, i provvedimenti di riduzione dell’assistenza che riguardano il comprensorio di Modica ed avvio di un confronto con le Istituzioni locali, tramite la costituzione di un tavolo tecnico, per affrontare il potenziamento delle strutture e dell’assistenza sanitaria. Sarà il consiglio comunale, nella prima seduta utile in programma lunedi prossimo, a schierarsi contro i provvedimenti adottati dall’Ausl 7. Sarà discusso ed approvato un ordine del giorno, proposto dal consigliere comunale dei Democratici di Sinistra, Vito D’Antona, nel quale si invita anche la Regione Siciliana, i parlamentari regionali della provincia di Ragusa, ad intervenire e a farsi carico del malcontento che i provvedimenti adottati stanno determinando tra l’utenza , le Istituzioni e l’opinione pubblica; nel documento si invitano anche i sindaci iblei, a farsi parte attiva per la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci, con all’ordine del giorno le questioni della sanità in provincia di Ragusa. “L’eliminazione dei reparti di Osservazione breve e la limitazione dei reparti di Ortopedia – spiega il consigliere D’Antona – non determinerebbe una riduzione della spesa sanitaria. Per quanto riguarda l’eliminazione del servizio di risonanza magnetica a Modica e a Vittoria, l’Ausl 7 non ha fornito una immediata e certa alternativa per l’utenza. Tali provvedimenti, che sono stati assunti in modo autoritario e senza alcun confronto con le Istituzioni locali, incidono negativamente sull’utenza del comprensorio modicano e costituiscono un depotenziamento delle strutture sanitarie, mentre rimangono ancora irrisolte questioni fondamentali: quelle legate ai lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche, e quelle riguardanti l’istituzione dell’Utic all’ospedale Maggiore. Queste problematiche – aggiunge Vito D’Antona – vengono interpretate dagli operatori del settore e dall’opinione pubblica, come una riduzione delle strutture sanitarie del comprensorio ed un tentativo di smantellamento dopo anni di battaglie per ottenere un livello alto di assistenza sanitaria nel comprensorio. Le Istituzioni locali non possono consentire di subire passivamente, decisioni sulla sanità senza un minimo di confronto e, pertanto, appare necessaria una reazione democratica,tendente a salvaguardare la sanità e le sue strutture in questa parte di provincia”. L.M.

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