MODICA. IMPUTATO SI SCUSA. PENA PIU’ MITE

“Giuro che non lo farò più”. Una dichiarazione spontanea che, probabilmente, ha convinto il giudice ed il pubblico ministero ad essere un po’ più clementi. Si è conclusa con una condanna a tre mesi di reclusione il processo per direttissima nei confronti del cinquantenne sciclitano residente a Ragusa, Giuseppe Diana, arrestato a Modica qualche settimana fa dalla polizia municipale e dai carabinieri per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il suo difensore, l’avvocato Angelo Iemmolo, dopo le dichiarazioni spontanee dell’uomo, ha chiesto di patteggiare. Il pubblico ministero, Maria Mocciaro, non ha opposto obiezioni nemmeno per concedere la sospensione della pena. Diana, dopo la prima udienza di convalida, era stato sottoposto a perizia dallo psichiatra Sapienza, per stabilire fosse in grado di intendere e di volere nel momento in cui aggredì un ispettore della Polizia Municipale e, successivamente, un carabiniere. I fatti si riconducono allo scorso 26 agosto. Il cinquantacinquenne aveva avvicinato una pattuglia appiedata delle polizia municipale lungo il Corso Umberto ed avrebbe chiesto 10 euro. Non avendoli ottenuti, senza che nulla destasse qualche sospetto, senza preavviso ed alle spalle, il Diana aveva colpito al volto con un pugno uno dei vigili, iniziando una colluttazione. I due operatori di polizia municipale riuscirono in qualche modo ad immobilizzarlo ed a condurlo presso il Comando. Poco più tardi stesso trattamento usava nei confronti di un carabiniere, intervenuto con un collega per dare manforte alla polizia municipale. Il giudice ne aveva disposto gli arrestati domiciliari presso il reparto Dementi Tranquilli dell’Ospedale Busacca, a Scicli.

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