Sanità: Ordine dei Medici e sindacati a confronto sull’atto aziendale dell’Asp di Ragusa

D'amanti

Le prospettive future della sanità iblea, alla luce dell’atto aziendale predisposto dall’Asp e che sarà inviato alla Regione, sono state al centro del confronto operativo tra il direttivo dell’Ordine dei Medici della provincia di Ragusa e i rappresentanti di numerose sigle sindacali. L’obiettivo è stato quello di discutere

in modo partecipato della riorganizzazione della rete ospedaliera dopo il decreto assessoriale del 31 marzo scorso approvato dalla Regione. Il presidente dell’Ordine, Salvatore D’Amanti, ha voluto chiarire fin da subito che l’analisi sviluppata prescinde da ogni valutazione di natura politica per mirare invece alla critica costruttiva e al miglioramento dei servizi e dell’assistenza per i cittadini.
Il punto di partenza è il decreto assessoriale. Durante l’assemblea sono state evidenziate alcune perplessità soprattutto per quanto riguarda la sanità territoriale che andrebbe potenziata superando gli aspetti municipalistici.
“E’ una fetta della sanità importante quella territoriale – spiega D’Amanti – Se funziona bene il territorio, affiancando dunque l’ospedale, funziona bene tutta la sanità. Nell’atto aziendale riscontriamo in tal senso delle carenze che auspichiamo possano essere superate attraverso un’organizzazione più coerente rispetto alle esigenze del territorio. Uno dei dubbi manifestati durante il confronto con i sindacati, riguarda ad esempio i fondi a disposizione. Ci si chiede se le somme che vengono assegnate all’Asp siano realmente compatibili con quanto prospettato dall’atto aziendale stesso”.
E su alcune unità operative che sono state attivare o riattivate, le perplessità non mancano, così come emerso durante l’assemblea. In linea teorica è positivo che queste unità operative siano state riattivate ma va ricordato che furono soppresse perché non riuscivano a garantire un servizio ottimale alla popolazione, operando in condizioni precarie. Si auspica che tale presenza non sia dovuta ad una visione esclusivamente parcellare della sanità iblea, piuttosto si dovrebbe ragionare secondo una visione globale e completa.
Da qui l’appello agli amministratori e politici locali affinché si operi in tale direzione, l’unica che permette di offrire maggiori condizioni e garanzie per la salute dei cittadini iblei, riducendo i flussi migratori verso altre realtà sanitarie spesso fuori provincia e fuori isola.
Da parte dei rappresentanti sindacali presenti (Fassid Snr, Simet, Smi, Anaao Assomed, Fimmg, Cgil Medici) sono state evidenziate varie criticità. Paolo Ravalli ha segnalato la necessità di approfondire le problematiche dei presidi ospedalieri di Comiso e Scicli mentre per Mariano Conticello la rete proposta è depotenziata e non c’è una valorizzazione dell’integrazione fra territorio ed ospedale. Per Vincenzo Bombace con il potenziamento della lungodegenza e la riabilitazione si permette il decongestionamento degli ospedali. Altre criticità sono state segnalate da Nunzio Storaci, da Francesco Floridia e da Alessandro Tumino. Tra gli interventi anche quelli di Salvatore Tumino, Rosa Giaquinta, Roberto Zelante, componenti del direttivo dell’Ordine.

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