Pozzallo. 143 migranti ed un solo scafista. In Libia costretti a pagare per avere del cibo

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La Polizia a seguito dello sbarco di ieri mattina ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di JALLOW Cherno Momodou 29 enne del Gambia. I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

I migranti escussi, oltre ad avere individuato lo scafista, hanno anche riferito di violenze inaudite subite in Libia. All’interno dei capannoni, comunemente chiamati connection house, i trafficanti libici non davano cibo a chi non pagava. Non solo li tenevano chiusi sotto la manaccia delle armi ma, per mangiare li obbligavano a pagare altrimenti niente. Per questi maltrattamenti e per denutrizione, i migranti hanno riferito che due giovani ragazzi sono deceduti prima della partenza.
Al termine delle indagini è stato possibile acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dello scafista centro africano, responsabile, senza alcun dubbio, secondo i testimoni ascoltati, di aver condotto, per ottenere un profitto ingiusto, il gommone poi soccorso.
L’arrestato è stato condotto presso l’istituto di pena di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nel 2017 sono 32 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa.

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