VIDEO. Aziende per il commercio di ortofrutta a Vittoria. Trovati mezzi rubati

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Squadra Mobile, Commissariato di Vittoria e Polizia Stradale congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato, Ispettorato anti frode e Ispettorato del Lavoro, hanno sottoposto a controllo due aziende del settore ortofrutticolo del territorio di Vittoria.

Nella prima azienda sottoposta a controllo gli agenti, che dovevano controllare la liceità delle condotte afferenti i prodotti ortofrutticoli, hanno rinvenuto 3 trattori rubati, 3 frese e 2 auto (una provento di furto e una su cui erano state montate le parti dell’altra auto, quindi commettendo il reato di riciclaggio).
All’interno dell’azienda é stato riscontrata   un’officina meccanica abusiva e per questo un altro soggetto è stato sanzionato, anche per reati ambientali.
Personale della direzione territoriale del lavoro di Ragusa ha riscontrato irregolarità afferenti la posizione lavorativa di 5 dei 7 dipendenti, ma sono in corso approfondite valutazioni della documentazione acquisita.
Personale dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – ufficio territoriale ICQRF Sicilia- Ufficio d’area di Catania e del Nucleo Operativo provinciale Corpo Forestale di Catania, ha constatato irregolarità relative alla tracciabilità dei prodotti ortofrutticoli detenuti e commercializzati che hanno portato alla contestazione amministrativa.
Presso la seconda azienda sottoposta a controllo, personale della direzione territoriale del lavoro di Ragusa ha rilevato presunte irregolarità afferenti la posizione lavorativa di alcuni dipendenti ed anche in questo caso sono in corso approfondite valutazioni della documentazione acquisita.
L’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – ufficio territoriale ICQRF Sicilia- Ufficio d’area di Catania e del Nucleo Operativo provinciale Corpo Forestale di Catania, non ha riscontrato nessuna anomalia in ordine al sistema di tracciabilità dei prodotti, invece, poiché non risultava esistente alcuna documentazione ufficiale giustificante scarti di lavorazione, venivano contestate irregolarità in relazione al Regolamento UE sulle norme di commercializzazione.

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