Arrivano, inattesi, gli ispettori all’Hotspot di Pozzallo. Sotto la lente d’ingrandimento le condizioni

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Arrivano gli ispettori all’Hotspot di Pozzallo. Una “visita” inattesa, per la verità, visto che in passato c’era sempre stato un preavviso. Sotto la lente d’ingrandimento le condizioni della struttura che ospita migranti e che potrebbe ospitare non più di 180 persone. Sono quattro gli ispettori, per la verità ispettrici, arrivate, tre inviate dal Ministero dell’Interno ed una dall’Agenzia Onu per rifugiati (Unhcr).

Un primo controllo ha riguardato la fornitura del vestiario, il funzionamento delle docce e dei bagni, la qualità e l’igienicità del cibo fornito, il regolare funzionamento dell’impianto caldaia, le condizioni igienico-sanitarie dei posti letto. Gli accertamenti hanno interessato anche il personale garantita dalla cooperativa Domus Caritatis, che ha in appalto l’Hotspot e quindi i titoli di studio, le funzioni, i curriculum dell’assistente sociale, dello psicologo, del sociologo, dell’assistente legale, dei mediatori culturali e linguistici.

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