Modica, tasse locali non riscosse. Cavallo(Italia Unica): “Scelta politica da valutare bene”

emanuele cavallo

La riscossione delle tasse locali già da tempo rappresenta un problema rilevantissimo che ha fortemente condizionato i bilanci dei Comuni e del nostro in particolare.
A Modica, fino al 2010, la riscossione era affidata alla SERIT, che anticipava le somme dei tributi al netto delle proprie spettanze. Ciò ha comportato per l’Ente e, ovviamente, per la comunità, un costo iniziale rappresentato

dalla differenza tra la sorte capitale affidata all’Esattore e la somma effettivamente anticipata. Ulteriore aggravio per i contribuenti era il costo per gli aggi, gli interessi di mora e tutte le porcherie riconosciute all’esattore.
La SERIT, titolare di poteri supersonici, ha avuto un merito ed una funzione precipua: ingrassare a spese dei contribuenti e incaprettare coloro i quali via via lungo la strada della crisi degli ultimi dieci anni non riuscivano a pagare i tributi locali, statali finanche il canone rai.
Nel 2011 l’amministrazione Comunale in carica ha scelto di riscuotere i propri tributi in autonomia. Scelta che sarà scaturita, si immagina, da una valutazione di carattere prettamente politica, perché la SERIT, per dirne una, azionava senza indugio le ganasce fiscali che provocavano solo disagi a chi non poteva pagare e per dirne un’altra pignorava case successivamente vendute all’asta.
Il fatto sta che i crediti vantati dalla SERIT tali sono rimasti; la stampa ha più volte riportato la somma di 17.000.000.00 di euro.
“Ora si vorrebbe capire – dice Emanuele Cavallo di Italia Unica – perché per questi 18 milioni di euro (?), accumulati dalla comunità modicana in due anni, secondo quanto afferma l’Assessore al ramo, dovrebbe funzionare l’affido della riscossione ad un ente esterno, in presenza di condizioni socio economiche peggiori rispetto a qualche anno fa.
Imprese al collasso, famiglie che riescono appena a sbarcare il lunario perché aiutati magari dai genitori pensionati possono solo garantire sedie, tavoli, televisori ed altre masserizie. Si vuole per caso riavviare il sistema di pignoramenti degli immobili con le conseguenze sulla salute dei poveri malcapitati? I Modicani sono gente onesta tant’è che chi può paga e ha pagato, chi non ha pagato è perché si trova davanti a difficoltà insormontabili. Qui non si vuole certo sottacere l’esistenza dei furbetti, sia chiaro.
La rateizzazione è sicuramente una scelta politica opportuna, ma limitare a poche settimane il periodo di adesione, significa chiudere la porta in faccia ai contribuenti che magari in questo periodo hanno altre situazioni che non gli consentono di prendere questo treno, che, secondo i dettami della delibera di giunta, non passerà più.
Le tasse vanno pagate ed il livello di civiltà raggiunto dalla nostra comunità sgombra ogni dubbio sul recepimento di questo dovere. Se si è arrivati a questo grado di insolvenza non è certo per strafottenza ma in forza di una crisi quanto mai profonda.
L’affido a terzi avrà un costo ulteriore per le casse comunali ed il risultato non è assolutamente scontato. L’unico risultato certo è un aggravio di spese per l’Ente ed il calvario per il contribuente. Riaprire i termini per l’adesione alla rateizzazione e un confronto diretto tra ufficio legale del Comune e contribuente potrebbe rappresentare una fase propedeutica all’avvio di eventuali azioni legali senza il ricorso a potentati.
Non ci sono le condizioni per un’azione di forza, il tessuto socio economico ed imprenditoriale non lo consente.
Si auspica una riflessione di tutti su una problematica la cui gestione sembri andare verso metodi da maccelleria sociale”.

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