L’inchiesta sulle strutture alberghiere Baia Samuele e Marsa Siclà di Sampieri, si alimenta non solo di nuovi indagati(come detto ieri da 11 sono passati a 16)ma anche di altri sviluppi. La Procura Distrettuale di Catania ha, infatti, contestato a tutti un reato abbastanza grave: avvelenamento di acqua. Si tratta di un reato che il codice penale punisce con pene non inferiori ai quindici anni. Ieri, intanto, a Catania è stato conferito l’incarico al consulente tecnico d’ufficio, Francesco Melidoro, che dovrà effettuare il cosiddetto “atto non ripetibile” con inizio delle operazioni a partire da oggi. Su questo aspetto, però, insorgono degli ostacoli che potrebbero fare slittare tutto di qualche giorno. Due parti interessate ieri hanno, infatti, presentato richiesta di incidente probatorio per cui l’atto non ripetibile dovrebbe, di conseguenza, saltare poiché la formalizzazione della richiesta impone al piemme di soprassedere e trasmettere gli atti al Gip che dovrà nominare, a sua volta, un proprio consulente tecnico e, entro un paio di giorni, provvedere alle notifiche alle parti interessate. Tecnicamente le posizioni cambiano: se fino a ieri le parti erano da un lato la Procura e dall’altro gli indagati e le parti offese, la geografia vedrebbe, di conseguenza, da un fronte il Gip e dall’altra pm e parti coinvolte. Tra i nuovi indagati è entrato anche un alto esponente della società “I Grandi Viaggi”, attiva nel settore turistico dal 1931 che ha “voce” nella gestione dei villaggi turistici giacchè svolge attività di tour operator. Le indagini, dopo gli inquinamenti a mare della scorsa estate, eseguite dai carabinieri e della Guardia Costiera, avrebbero rilevato la presenza di un forte inquinamento (ampie chiazze nauseabonde e vischiose, tracce evidenti di feci e rifiuti organici solidi) che, avuto riguardo alla direzione di provenienza delle tracce ed al periodo di manifestazione del fenomeno (coincidente con il fine – settimana, nel quale è notoriamente maggiore l’afflusso turistico presso i villaggi) che riteneva dovuto ad uno sversamento indebito di rifiuti avente origine ad ovest dalla zona di rilevazione, e precisamente nel tratto di mare antistante alla spiaggia di Sampieri. , dove insistono le strutture ricettive dei villaggi denominati Baia Samuele e Marsa Siclà.
Inchiesta Baia Samuele-Marsa Siclà(Sampieri). Contestato il reato di avvelenamento di acqua
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