Modica. Continua lo scambio di attacchi tra Pd e Giorgio Iabichella

“Annotiamo l’ultima proposta di Giorgio Iabichella riguardante la valorizzazione del commercio, del centro storico di Modica e al rilancio del turismo o, per meglio dire, un’ulteriore occasione per la propria promozione d’immagine questa volta nelle vesti del politico”. Ezio Castrusini, vice coordinatore del Partito Democratico di Modica, che replica alle note di questi giorni da parte del coordinatore dell’Isa ed esponente di Cittadini Liberi, Giorgio Iabichella.

“Del Iabichella politico tout court si erano perse le tracce all’indomani della scorsa tornata elettorale – dice Castrusini – quando da rappresentante dei lavoratori e tutore del diritto al riposo domenicale degli stessi, si presentò nelle liste dell’Udc.
A quanto pare adesso ha ripreso i vecchi panni ma nell’indossarli li ha rivoltati al contrario.Non si può spiegare diversamente la “innovativa” proposta di tenere aperti per tutta l’estate i negozi del solo centro storico tutti i giorni (domeniche comprese) dalle 16 alle 24.
Per il dovuto tocco di colore o di sensibilità commerciale, il sig. Iabichella aggiunge la trasformazione del Corso Umberto in isola pedonale e un contorno di eventi concertati da un’organizzazione eccellente che, per come comprendiamo, dovrebbe surclassare quella dell’imminente “Giugno Modicano”.
A detta dello Iabichella si rischierebbe, in caso contrario, di incorrere in un’estate molto fredda.
Sulle risorse necessarie per fare manifestazioni tutti i giorni, per pagare lo straordinario e i festivi ai dipendenti che devono mantenere aperti i musei e ai collaboratori dei negozianti del Corso Umberto, lo Iabichella si mantiene su vaghi e generici contributi dei privati e dei finanziamenti regionali per i CCN.

Questa insipida macedonia di proposte non meriterebbe di per sé alcuna risposta se non fosse necessario evitare che per la vanagloria di un soggetto, e di chi gli funge da suggeritore, si diffondano notizie false come quella del crollo del turismo a Modica.

Né la pedonalizzazione del Corso Umberto può essere ridotta a un mero escamotage per sperare che qualche turista in più visiti i negozi del corso Umberto alle 16,00 di un caldo pomeriggio d’estate.

Del Corso Umberto trasformato in isola pedonale, totale o parziale in termini di estensione o di tempo e della viabilità alternativa, se ne può e deve discutere ma nel più ampio progetto della rivalorizzazione del centro storico, delle sue risorse e della sua trasformazione nel cuore pulsante della città ma a misura d’uomo come ormai avviene nelle altre città europee e non certamente per trasformarlo in un perenne palcoscenico a uso commerciale”.

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