Il personale del Commissariato di Vittoria e del Reparto Prevenzione Crimine di Catania ha tratto in arresto Luan Narita, rumeno di 21 anni, domiciliato a Vittoria. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, veniva controllato mentre si aggirava nel centro cittadino. Un rapido controllo ha permesso di appurare che sul conto del Narita pendeva un mandato di cattura internazionale ai fini dell’estradizione, emesso dalle autorità rumene, in quanto è stato condannato, in via definitiva, da un Tribunale di quello Stato a 4 anni e sei mesi di reclusione perché ritenuto responsabile di due furti perpetrati in un negozio ed in un’abitazione privata nei mesi di febbraio e marzo del 2007. Dopo le formalità di rito, il Narita veniva tradotto al carcere di Ragusa dove sarà trattenuto in attesa che si compiano le procedure per l’estradizione.
Un pluripregiudicato vittoriese di 40 anni, sorvegliato speciale, è stato segnalato all’autorità giudiziaria per inosservanza delle prescrizioni previste dalla misura di prevenzione cui è sottoposto. Il medesimo, infatti, è stato identificato, da una pattuglia di Volante, mentre si trovava in compagnia di un altro pregiudicato vittoriese.
Altri due pluripregiucati di 21 e 34 anni , anche loro sottoposti a sorveglianza speciale, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per inosservanza delle prescrizioni in quanto, nel corso di controlli notturni, non sono stati trovati all’interno delle rispettive abitazioni.
Un diciassettenne vittoriese è stato segnalato alla Procura dei Minori di Catania perché ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento personale. Alcuni giorni fa, il minorenne si presentava, da solo, in Commissariato in quanto voleva rendere dichiarazioni in merito all’aggressione avvenuta l’11 settembre scorso in piazza del Popolo ai danni di un cittadino vittoriese affetto da disabilità fisica. Considerata la sua minore età, il medesimo veniva invitato a presentarsi con un genitore, ma questi, evidentemente, ci aveva ripensato e non aveva più dato notizie di sé. Trascorsi alcuni giorni, si decideva di invitarlo formalmente, accompagnato dalla madre, per essere sentito in merito alla vicenda. Il suo racconto è apparso subito teso a scagionare G.F. ovvero una delle tre persone denunciate in quella circostanza e che hanno partecipato all’aggressione insieme a Vittorio Latino che venne tratto in arresto. Le dichiarazioni rese dal giovane, tuttavia, sono risultate del tutto imprecise e contraddittorie ed hanno lasciato intendere che questi era stato in qualche modo convinto a presentarsi per fornire una versione diversa da quella appurata dalle indagini. Il minorenne riconosceva formalmente in G.F. colui per il quale si era presentato a perorare la causa. Considerate le evidenti discrasie tra il racconto ed i fatti realmente accaduti, si procedeva all’interruzione del verbale di spontanee dichiarazioni ed alla comunicazione che si sarebbe proceduto nei suoi confronti per il reato di favoreggiamento personale. Al termine delle formalità di rito, espletate alla costante presenza della madre, il diciassettenne veniva rilasciato.