“Non serve un Sud da rilanciare con mega progetti. Piuttosto, il Sud ha la necessità di svilupparsi a partire da comunità territoriali che credono nella possibilità di un’economia diffusa, che sia ecocompatibile, che valorizzi soprattutto la risorsa umana e culturale come elemento centrale”. Lo ha detto Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, intervenendo a Ragusa al terzo seminario di formazione per dirigenti sul tema “Economia a salvaguardia dell’ambiente per nuovi spazi di cittadinanza”, tenutosi, a partire da questa mattina, a Villa Fortugno. Il presidente Olivero, per la prima volta in provincia di Ragusa, ha auspicato la massima attenzione su una tematica come quella dell’economia e della salvaguardia dell’ambiente che, prendendo spunto dall’elaborazione della dottrina sociale della Chiesa, è fondamentale tradurre in azioni concrete, in prospettive di lavoro. “Qui a Ragusa – ha spiegato Olivero – tale percorso appare più evidente perché credo che il nostro Mezzogiorno possa crescere solo nella misura in cui si sviluppa un’economia sociale che veda coinvolte le comunità. E qui, a quanto ho visto, è un percorso avviato da tempo. Dobbiamo, però, considerare l’ambiente come risorsa da valorizzare e non da ridurre, in breve tempo, all’annientamento”. I lavori sono stati introdotti, dopo il momento di preghiera dell’incaricato spirituale delle Acli, mons. Giovanni Battaglia, dal presidente provinciale Rosario Cavallo. “Le parole chiave, per sperimentare piste di impegno possibile – ha detto – sono state pensate e selezionate prendendo in considerazione soprattutto l’attuale fotogramma delle Acli nel loro sostanziale impegno associativo. Per quanto riguarda l’ambiente, occorre investire in buone pratiche. Per l’economia, cito il libro di don Tonino Bello, “Le notti insonni”, quando sottolinea che fino a quando i tre quarti dell’umanità si trovano in situazione di bisogno e soltanto un quarto possiede quasi tutte le ricchezze della terra, la pace non ci sarà mai. Per quanto riguarda la cittadinanza, non deleghiamo, ma proponiamo. Potrebbe essere lo slogan dei cittadini che in modo sempre più attivo, da alcuni anni a questa parte, cercano di indirizzare la politica dei Comuni a migliorare la vivibilità dei territori”. A tenere la prima relazione don Mario Cascone, docente di Teologia morale e bioetica, soffermatosi sul fatto che l’economia non è separabile dall’etica. “Proprio lo scenario attuale – ha chiarito – ci parla di una economia spesso unicamente fondata sul profitto che rende necessaria una riflessione etica. Rifacendoci all’enciclica “Caritas in veritate”, è opportuno mettere in rilievo il principio della solidarietà, che è la capacità di essere tutti responsabili del bene comune. Ecco perché occorre fare riferimento, sempre più, alle imprese che sviluppano un’economia di comunione”. L’altra relazione è stata tenuta dallo scrittore e saggista Emanuele Giudice che ha parlato della necessità, per i cristiani, di fare riferimento ad una cittadinanza inclusiva e non escludente. “Il messaggio cristiano – ha aggiunto – ci impone di confrontarci con tale apertura mentale verso chi è alla ricerca di nuovi spazi. Assistiamo ad un’epoca storica in cui la politica, piuttosto che governare la paura, in un certo qual senso la fomenta”. Ai saluti del presidente della Provincia regionale di Ragusa, Franco Antoci, dell’assessore delegato dal sindaco del capoluogo, Michele Tasca, ha fatto seguito l’intervento del presidente regionale delle Acli, Santino Scirè. “La crisi – ha chiarito quest’ultimo – è una opportunità, per rovesciare la clessidra. E’ troppo semplice, oggi, dire che c’è la crisi. In Sicilia è necessario puntare alla qualità dello sviluppo. Le Acli si spendono quotidianamente sulla solidarietà. Per noi è una scommessa fondamentale. Ci aspettiamo che ciò accada anche con la fioritura di nuovi dirigenti”. Tra gli altri interventi, dopo che il presidente provinciale Cavallo ha comunicato il mancato arrivo dell’assessore regionale Lino Leanza, quello del vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso. “C’è un orgoglio che costruisce, che arricchisce e fa crescere – ha sottolineato – e lo avvertiamo quando, come nel caso del presidente nazionale Olivero, sentiamo il genuino apprezzamento di coloro che non vivono in questo territorio. Condivido quella che è una preoccupazione diffusa. Chiedo maggiore attenzione nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie. L’attenzione riguarda soprattutto il cuore. Un’associazione, come le Acli, che vive l’esperienza del lavoro in maniera intensa, può diventare il cuore della Chiesa accanto ai lavoratori quando questi ultimi, come accade molto spesso negli ultimi tempi, vivono momenti di disagio”. Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero a Ragusa: “Al Sud non servono mega progetti, lo sviluppo dalle comunità territoriali”
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email
Stampa
Warning: Undefined property: ElementorPro\Modules\ThemeElements\Widgets\Post_Navigation::$get_render_attribute_string in /web/htdocs/www.radiortmarchivio.it/home/wp-content/plugins/elementor-pro/modules/theme-elements/widgets/post-navigation.php on line 662
Warning: Undefined property: ElementorPro\Modules\ThemeElements\Widgets\Post_Navigation::$get_render_attribute_string in /web/htdocs/www.radiortmarchivio.it/home/wp-content/plugins/elementor-pro/modules/theme-elements/widgets/post-navigation.php on line 670