Modica ha ricordato un suo figlio, Ciccio Belgiorno che, pur essendo nativo di Siracusa, aveva fatto della città della Contea la sua culla. Belgiorno è stato ricordato con un convegno pronosso dal Centro Studi "Feliciano Rossitto", in collaborazione con il Comune di Modica e col Giornale di Scicli, diretto da Franco Causarano, tenutosi nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico, e dal tema: «Franco Antonio Belgiorno: l’uomo, il giornalista, lo scrittore». Al convegno hanno portato i loro saluti anche il presidente della Provincia di Ragusa, Franco Antoci, e quello di Siracusa, Nicola Bono. I lavori sono stati aperti dal sindaco di Modica, Antonello Buscema, che, nel suo intervento, ha rimarcato la grande personalità di Franco Antonio Belgiorno, e, soprattutto, la sua libertà di pensiero. Il presidente del Centro Studi Rossitto, Giorgio Chessari, ha ricordato la illuminata e proficua collaborazione di Belgiorno con il ”Rossitto”. E il Centro Studi ha anche edito un volume, a cura di Andrea Guastella, che raccoglie articoli, saggi e interventi di ”Ciccio” Belgiorno. Un lavoro, impreziosito da diverse fotografie, che dà il senso della multiforme cultura di un giornalista, di uno scrittore ma, soprattutto, di un uomo innamorato delle cose giuste, della verità, della cultura, intesa come desiderio di continuo apprendimento. Il convegno è stato caratterizzato da una serie di testimonianze, concluse dal ricordo del fratello di Ciccio, Donatello Maria Belgiorno. Gli interventi di ieri sono stati aperti dal maestro Piero Guccione che ha realizzato il disegno del manifesto e del volume dedicato a Ciccio. Guccione ha avuto un pensiero anche per la moglie di Ciccio, Brigitte, impossibilitata a presenziare per le sue condizioni di salute. È stata, poi, la volta di amici, giornalisti, intellettuali. L’attore Giorgio Sparacino ha intervallato gli interventi con la lettura di brani tratti dalle opere di Belgiorno. A conclusione del convegno, è stata intitolata a Ciccio la piazzetta sottostante il duomo di San Pietro, «Il quadrato della palma», un luogo-simbolo per Franco Antonio Belgiorno.
FOTO GUIDO CICERO