Gli amministratori di Ragusa e provincia si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio a Catania, in piazza Università per quella che dovrebbe essere una "clamorosa" protesta contro la decisione del Senato accademico di sospendere le nuove immatricolazioni al primo anno dei corsi delle facoltà di Agraria, Lingue, Giurisprudenza e Medicina, con prosecuzione degli studi solo per i già iscritti. Tuttavia la partecipazione studentesca alla manifestazione convocata ieri dalla Cgil in piazza S. Giovanni a Ragusa con lo slogan « Salviamo l’università iblea» è stata assai poco numerosa. Mentre a Modica un centinaio di studenti hanno partecipato alla seduta del consiglio comunale. Tra gli studenti modicani, considerato l’ammontare dei debiti accumulati, la richiesta sembra limitata al mantenimento del tutoraggio per poter seguire le lezioni delle materie principali di indirizzo. I sindacalisti ed alcuni rappresentanti degli studenti di Ragusa si erano invece mobilitati già da da lunedì proclamando l’occupazione dei locali del consorzio universitario. Sul sito corrierediragusa.it è riportata una dichiarazione di Giovanni Avola, della Cgil, secondo il quale «Ci sono cinquemila studenti interessati direttamente al problema, oltre a loro 54 precari da stabilizzare. Come Cgil avevamo lanciato l’allarme già il 23 marzo in un convegno ma nessuno ci diede ascolto». Il sindacato ha chiesto al rettore Antonino Recca un incontro. Gli amministratori provinciali hanno invece richiesto un incontro con il presidente della Regione Raffaele Lombardo e con il ministro della pubblica istruzione Gelmini, la quale, tuttavia, si è affrettata a precisare che il ministero nulla può rispetto agli accordi tra Università di Catania e Consorzio. L’approvazione definitiva del manifesto degli studi per l’anno accademico 2009-2010 sarà effettuata nella seduta del Senato accademico del 18 giugno. In quella data si saprà se l’ateneo confermerà la sospensione di tutte le immatricolazioni in attesa dell’applicazione di un numero più limitato di corsi di laurea in regola con le disposizioni ministeriali, e dunque di una verifica dei corsi che verranno confermati e di quelli che sarà impossibile mantenere. Mentre il neo presidente del consorzio Giovanni Mauro continua a minacciare azioni legali per risarcimento danni, il Rettore Recca ha chiesto di adottare un linguaggio più consono a un confronto costruttivo: "Stavolta sarà l’università di Catania a preparare un progetto che verrà poi sottoposto al territorio ibleo, fermo restando che c’è la massima disponibilità a lasciare liberi gli interlocutori di rivolgersi ad altre realtà universitarie".
Il rettore Recca si impegna a presentare un progetto per l’università a Ragusa
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