“La chiusura dei corsi universitari, per molti versi già annunciata, di Lingue, Medicina, Giurisprudenza ed Agraria a Ragusa, in aggiunta a quella già avvenuta a Comiso e Modica di Economia aziendale, Scienze dell’amministrazione ed Operatore giuridico di impresa – afferma l’on. Ammatuna – segna una delle pagine più nere per la provincia di Ragusa. A distanza di 14 anni naufraga così, non solo il progetto ambizioso di un quarto polo universitario a Ragusa, ma anche quello più semplice e realizzabile di mantenere un corretto rapporto con l’università di Catania. Così tanti studenti ragusani saranno costretti a recarsi fuori sede, con aggravi di costi e di difficoltà, per poter intraprendere la carriera universitaria. I debiti accumulati negli anni e la mancanza negli anni di un serio piano di rientro da parte del Consorzio universitario, hanno fatto irrigidire le posizioni dell’università di Catania fino ad arrivare alla chiusura dei corsi. Come una ciliegina sulla torta, a tutto ciò si è aggiunta la politica di tagli e di accentramento dei corsi di studio avviata dal ministro Gelmini, che ha contribuito all’esclusione dal manifesto degli studi relativo all’anno accademico 2009/2010 delle facoltà fino ad oggi presenti a Ragusa. Credo che necessiti uno scatto di orgoglio da parte di tutti per tentare di risolvere una situazione diventata ormai estremamente difficile da affrontare. Non si può lasciare nulla di intentato per evitare che la provincia di Ragusa venga mutilata di un settore fondamentale per la crescita e lo sviluppo: la formazione delle sue risorse umane. Credo non sia più procrastinabile la convocazione di una sorta di stati generali della provincia, ai quali dovranno prendere parte – senza distinzione di appartenenza politica – i rappresentanti istituzionali, le forze sindacali, le organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro e dell’impresa, gli studenti, l’associazionismo, gli uomini di cultura e chiunque altro voglia dare una mano per risolvere la vicenda. Non ci si può rassegnare senza aver dato fondo ad ogni risorsa, senza aver messo in campo ogni tentativo, senza aver percorso tutte le strade possibili per salvare il salvabile”. Sull’argomento interviene anche il capogruppo del PD alla Provincia Regionale Fabio Nicosia: “Non mi ritengo soddisfatto dell’operato dell’attuale Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sono convinto che con un organismo composto da tecnici, invece che da politici, l’esito della vicenda sarebbe stato differente. Dopo essere stati tenuti all’oscuro si tutto, adesso che la situazione si è incancrenita veniamo tirati in ballo. Non ci tireremo certamente indietro, ma vogliamo dare maggiore spazio agli studenti perché è sulla loro pelle che si sta giocando tutta la vicenda. Per questo motivo, all’interno del PD saranno i Giovani Democratici i nostri referenti privilegiati, perché sono loro che vivono in prima persona questo dramma”.
L’on. Ammatuna sulla chiusura dei corsi universitari: “Credo non sia più procrastinabile la convocazione di una sorta di stati generali della provincia per provare a risolvere la vicenda”. Fabio Nicosia: “Vogliamo dare maggiore spazio agli studenti”
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