Sono quattro gli infermieri contaggiati dalla scabbia contratta nella Divisione di Rianimazione dell’Ospedale Maggiore ed anche un degente. L’altro giorno la moglie di quest’ultimo, saputa dei fatti, si è presentata con un avvocato mentre un paio degli operatori infettati hanno presentato una denuncia. La situazione resta preoccupante anche perchè l’unità operativa resta in attività. Il paziente anziano che era portatore dell’acaro, proveniente da una casa di riposo, è già stato dimesso. La stanza dov’era ricoverato è stata disinfestata ma l’infezione si è oramai diffusa e pare che, il disinfestante impiegato per debellare gli acari, a detta di qualcuno, si sarebbe propagata per tutto il reparto attraverso gli impianti di canalizzazione. Pare anche che sia stato chiesto ad altri infermieri di sostituire i colleghi che hanno contratto la scabbia, alcuni si sarebbero, giustamente, rifiutati. Uno degli infermieri si è sottoposto a visita dermatologica presso il professionista di Catania che, attraverso specifici accertamenti clinici, ha confermato che l’operatore dell’Ospedale Maggiore era infettato dagli acari in tutto il corpo ed in particolare nelle gambe dove l’infezione stava riproducendosi velocemente. Sarebbe opportuno, a questo punto, debellare completamente la malattia attraverso un’opera radicale di disinfestazione del reparto, magari trasferendo in altri ospedali o reparti gli attuali degenti e non sottovalutare per altri giorni la vicenda. Ovvie le rassicurazioni che arrivano dal nosocomio di Via Aldo Moro ma sarebbe più opportuno affrontare la questione senza nascondersi facile “non ci sono problemi”. L’acaro infetta velocemente. Qualcuno della divisione si è posto in malattia, magari temendo di poterla, com’è possibile, contrarla. La scabbia è causata dall’acaro Sarcoptes scabiei. Le femmine gravide scavano un tunnel (cunicolo) nello strato corneo e vi depositano le uova fecondate. Le larve maturano in pochi giorni. La trasmissione della scabbia è rapida, di frequente insorgenza nell’ambito dello stesso nucleo familiare, per contatto cutaneo con una persona infestata (p. es., nello stesso letto). La diffusione tramite indumenti o biancheria da letto è una bassa componente di rischio.
LA SCABBIA ALL’OSPEDALE MAGGIORE DI MODICA. SONO QUATTRO GLI INFERMIERI CHE L’HANNO CONTRATTO ED ANCHE UN DEGENTE
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