RAGUSA. STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA

Il personale precario dell’Azienda Ospedaliera “Civile – Maria Paternò Arezzo”, di Ragusa,a seguito della nota n. 1101 del 28/05/2009 dell’Assessorato Regionale alla Sanità – Dipartimento per la Pianificazione Strategica, vede sfumare, ancora una volta, la possibilità di una stabilizzazione a tempo indeterminato, vanificando le aspettative di decine di lavoratori e lavoratrici e delle loro famiglie che da oltre un decennio stanno attendendo l’affermazione della propria dignità di persone e di lavoratori. La vicenda, iniziata da più di un anno, con la predisposizione del piano di stabilizzazione da parte dell’Azienda Ospedaliera ragusana, proseguita con l’approvazione da parte della Commissione Regionale per l’Impiego del suddetto piano, vede sfumare tutto l’impegno profuso dagli attori di questa vicenda, Amministrazione, sindacati, lavoratori, che in questi mesi, ognuno per la propria parte, ha impiegato per raggiungere nel più breve tempo possibile, la stabilizzazione. "Tutto questo – denunciano Cgil, Cisl e Uil – a seguito di una posizione incomprensibilmente intransigente assunta da un altro organo della stessa Regione che ha approvato il piano di stabilizzazione e cioè l’Assessorato alla Sanità, il quale nella nota sopra citata autorizza ogni cosa riguardante il personale operante presso l’azienda e la proroga degli appalti in essere presso la stessa, negando l’autorizzazione alla stabilizzazione di quei lavoratori che invece godono di un regime speciale. Infatti vorremmo ricordare all’Assessorato alla Sanità, che l’iter posto in essere per la stabilizzazione di questi lavoratori, costituisce una strada obbligata, in quanto l’Azienda, come ogni altra Pubblica Amministrazione regionale, nel momento stesso in cui ha deciso liberamente di prendere in carico questi lavoratori, ha assunto l’onere di procedere alla loro stabilizzazione. Pertanto, l’atteggiamento dei Burocrati dell’Assessorato alla Sanità, sembra pretestuoso e ingiustificatamente dilatatorio nel concedere dei diritti a dei lavoratori che attendono da troppi anni. Tanto più in un momento particolare come questo, alla vigilia delle Elezioni Europee. Invitiamo pertanto l’Azienda Ospedaliera di Ragusa a farsi parte diligente presso l’Assessorato competente, affinché ci sia da parte di quest’ultimo un riesame della posizione assunta e si proceda in tempi brevi alla stabilizzazione dei lavoratori". Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione del personale interessato, per tenere alta l’attenzione su una vicenda che dovrebbe essere già conclusa da diversi mesi e che invece, a dimostrazione di come l’apparato burocratico regionale sia privo di dialogo al suo interno, vede negare un diritto costituzionale: il diritto al lavoro. Si fa riserva, qualora non dovessero arrivare le risposte attese, di inasprire ulteriormente lo stato di agitazione con iniziative che saranno, di volta in volta, concordate con i lavoratori.

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