Processo sulla cosiddetta "tratta delle polacche", in trasferta al Tribunale di Ragusa, ieri. Il Collegio Penale ha fatto armi e bagagli portandosi nel capoluogo ibleo dove ha celebrato l’udienza in videoconferenza. Sono state, infatti, escusse in tempi diversi e tribunali diversi, sei ex badanti polacche, già rientrate in Patria. Le donne dell’Est hanno raccontato ai giudici del Tribunale di Modica (Giovanna Scibilia, presidente, Patricia Di Marco e Maurizio Rubino, a latere)dei contatti con l’imputato Marco Tumino, 48 anni, di Modica, del viaggio in Italia, delle modalità di lavoro. Hanno detto di avere pagatp un provvigione all’uomo sullo stipendio mensile perchè era lui che le collocava nelle diverse famiglie. Due polacche hanno detto di avere pagato solo i primi tre mesi e poi di non avere voluto dare più nulla a Tumino. Un’altra ha sostenuto di non avere voluto versare soldi tant’è che l’uomo si sarebbe molto arrabbiato. Infine, una testimone ha detto di avance fatte da quest’ultimo. Il prossimo 21 giugno saranno sentite le ultime testimoni del pubblico ministero, Maria Letizia Mocciaro. Oltre a Tumino, patrocinato dall’avvocato Enrico Trantino, è imputato il ragusano Marco Guerrieri, 43 anni, difeso dall.avvocato Maria Platania del Foro di Ragusa, che, però, è deceduto qualche mese fa. I due imputati, nella fase preliminare, erano stati prosciolti dal Gup dall.associazione per delinquere e dal favoreggiamento dell. immigrazione clandestina. I due furono arrestati dalla polizia nel mese di settembre del 2004, perché, secondo l.accusa, avrebbero fatto giungere clandestinamente in provincia di Ragusa le donne polacche per farle assumere come badanti presso famiglie di Modica o del capoluogo ibleo. Due polacche, Anita Baber e Barbara Novec, denunciate a piede libero, ritenute complici degli imputati, furono prosciolte dal Gup da tutti i capi d.imputazione. Tumino sostiene di avere sottoscritto con le lavoratrici un regolare contratto in doppia lingua, con il quale era assunto l.impegno di operare come badanti dietro compensi che andavano da 520 e fino oltre le 700 euro il mese. L.imputato avrebbe percepito una percentuale di 50 euro mensili.
Udienza in videoconferenza a Ragusa per il Processo sulla cosiddetta “tratta delle polacche”. Escusse sei badanti polacche
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