“E’ necessario riprendere la trattativa sul prezzo del latte, anche e soprattutto in sede locale, per porre fine ad una vertenza che vede fortemente penalizzati gli allevatori del nostro territorio costretti a vendere senza un prezzo”. E’ il presidente provinciale di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, ad affermarlo dopo che l’organizzazione datoriale di categoria si è rivolta all’assessorato regionale all’Agricoltura per sollecitare la necessità di mettere in campo tutte le iniziative volte ad incentivare i consumi di latte fresco e a certificare il prodotto siciliano. “Nelle more – aggiunge Gambuzza – pur nella consapevolezza delle oggettive turbolenze del mercato del latte, Confagricoltura invita il settore delle industrie di trasformazione a mantenere un clima di responsabilità, rispetto e comprensione evitando tentativi di frantumazione dell’unità raggiunta dagli allevatori che tanti sacrifici hanno affrontato al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del latte di cui l’intera filiera lattiero casearia ha beneficiato e continua a beneficiare”. La trattativa per il rinnovo dell’accordo regionale per il prezzo del latte segna da tempo il passo, anzi la stessa si è arenata. La proposta formulata dagli industriali per una riduzione del prezzo di quasi 8 centesimi rispetto al precedente accordo è stata ritenuta inaccettabile perchè in netto contrasto con l’andamento dei costi, specialmente di quelli per l’alimentazione del bestiame. In Sicilia i produttori sono infatti costretti a sostenere costi aggiuntivi per il trasporto delle materie prime provenienti in larga parte dalle regioni continentali. Confagricoltura precisa, altresì, che nel panorama nazionale la Sicilia occupa una posizione di tutto rispetto per quel che riguarda la produzione ed il consumo di latte. Nella parte sud-orientale dell’isola è concentrata la quasi totalità dei bovini da latte. Il primato spetta alla provincia di Ragusa dove viene prodotto più del 70% del totale complessivo. Le aziende ragusane sono poco più di 800 (1.500 in tutta l’isola) con una produzione media giornaliera di 4.000 quintali di latte (5.500 il totale regionale). La produzione media annua è pari a quasi 2 milioni di quintali e per quasi il 70% viene assorbita dalle industrie di trasformazione operanti prevalentemente in provincia di Catania. Il settore, negli anni passati, ha saputo superare altri momenti difficili dovuti anche a fattori esterni come la crisi che ha colpito il gruppo Parmalat che proprio a Catania opera con il più grande stabilimento dell’isola. “Gli allevatori ragusani – spiega ancora Gambuzza – hanno poi risposto, non senza sacrifici economici, a tutte le campagne di risanamento sanitario che hanno portato alla produzione di latte indenne e di qualità certificata. Ecco perché chiediamo che la trattativa sul prezzo del latte possa essere riavviata immediatamente”.
Vertenza sul prezzo del latte, richiesta all’assessorato Agricoltura Gambuzza: “Allevatori iblei penalizzati, serve una decisione forte”
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