Raffaele Lombardo sa di stare giocando una partita a scacchi assai delicata dove, lo “scacco al re” è l’obiettivo dei suoi avversari. Consapevole di ciò, dopo avere fatto di testa sua, non sta sulla difensiva ma attacca. Le sue parole, raccolte a Pozzallo, prima tappa di un tour elettorale in un insolito primo pomeriggio elettorale di una domenica d’inizio estate, risuonano come una sorta di sfogo dopo i mille attacchi ricevuti da più parti. Ne ha per tutti e per tutto, ad iniziare dal disegno di legge di modifica dello statuto siciliano presentato dal Pdl al Senato. “E’ un disegno di legge ridicolo, assurdo, incostituzionale, proposto da pseudo uomini di legge e da pseudo parlamentari. E’ una intimidazione, che non sta né in cielo e né in terra. Sono sicuro che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla fine non lo promulgherà”. L’attacco a parte del Pdl arriva sulla mozione di censura annunciata per la seduta d’aula del prossimo 4 giugno. “E’ una boutade, non esiste! E’ un annuncio per chiamare alle armi qualcuno, ma nulla di più”. E sempre contro il Pdl si scaglia, alla luce della sospensione di massa giunta dal siracusano e dall’agrigentino, da quell’area Miccichè oggi più vicina che mai al Governatore. “Ho saputo dell’autosospensione ed ho saputo che gli altri hanno chiamato i “capi” per dirigere i pupi siciliani. Io sono qui – dice con la solita nonchalance -, non credo sono così generosi da regalare mezzo Pdl all’Mpa. Nel caso, bè, porte aperte!” Dal Pdl all’ Udc, con Lombardo che dice: “sono loro che non sono voluti entrare in giunta. Io avevo contattato il segretario regionale Romano e lui ha declinato l’invito ad entrare nel nuovo esecutivo”. Poi lo sguardo alla provincia di Ragusa, “terra bellissima e ricchissima, che amo e lo sapete e per la quale ci spenderemo”. Infine il pensiero a Pozzallo e Modica. “Su Pozzallo abbiamo sciolto il nodo della gestione del porto. Tutto si giocava su alcune poltrone da coprire e, ancora una volta, abbiamo detto “no” a certe logiche. Modica invece, città in cui tornerò in settimana, è culla di un esperimento politico (amministrazione Mpa- Pd, ndr) che – dice – è da guardare con attenzione. Laddove si amministra con unico obiettivo il bene della gente, lì non si guarda né destra né sinistra né centro. Quando gli obiettivi sono altri, è meglio che si vada tutti a casa e si ricominci”. Chiaro il riferimento a quanto accaduto dalle parti di palazzo d’Orleans negli ultimi giorni.
ELEZIONI EUROPEE. LOMBARDO A POZZALLO: “E’ STATO L’UDC A NON VOLERE ENTRARE NEL GOVERNO REGIONALE”
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