Nonostante i sintomi influenzali, prende il microfono in mano e va avanti e dietro su un palco troppo stretto, parlando ad una piazza che lo attendeva e che lo ritrova ad un anno di distanza. Tante cose sono cambiate da allora ma, per lui, “questa piazza di Modica ha sempre qualcosa di speciale: porta bene”. Pierferdinando Casini, leader dell’ Udc nazionale, si è concesso al partito ibleo per una serata carica di significati politici, elettorali e personali. E’ lui a salire per primo sul palco, sorprendere tutti ed annunciare l’intervento di “Peppe Drago, leader nazionale dell’Udc”. E Drago, dopo un abbraccio fraterno, parla e chiede scusa. Al partito, alla sua gente ed alla città di Modica. Chiede scusa, ammette di avere “incassato la botta” ma annuncia che reagirà e che, difficilmente, si potrà fare a meno di lui in politica “perché – scherza Casini – Beppe è un malato di politica”. Orazio Ragusa infiamma la piazza e “lancia” la candidata Concetta Vindigni, baciata da Casini e dalla fortuna. A lei dedica parte dell’ intervento lo stesso Casini. “Sono innamorato di Concetta – dice l’ex presidente della Camera -. Ci siamo conosciuti anni fa a Pozzallo, stasera sono qui per lei. Ma non fraintendiamo, è un amore politico!”. Con l’intervento di Saverio Romano, segretario regionale del partito, si entra nel vivo della politica attuale e della “Lombardo bis”. Casini ne ha per tutti. “Lombardo sta umiliando la Sicilia per un pugno di voti. E’ il miglior alleato della Lega. Per guadagnare qualche voto in più ed arrivare al 4% ha distrutto un’alleanza. L’esperienza è comunque già finita – aggiunge Casini -. Saremo pronti a sostenere in Parlamento il disegno di legge di riforma dello statuto siciliano”. Da leader prova a difendere il suo partito dagli attacchi trasversali. “L’Udc in Sicilia è vivo e vegeto – assicura -. Fino a quando ci sarete voi sotto un palco ad ascoltarci, l’Udc ci sarà ed avrà motivi per lottare”. Inevitabile il riferimento alla vicenda Drago. Casini parla da amico prim’ancora che da leader. “Beppe lo conosciamo tutti e lo vogliamo bene. Lui vuole bene e forse – dice Casini con un riferimento sottointenso ma ben compreso – hai voluto troppo bene a chi non lo meritava. Non sarà una sentenza a fermarti. Il partito è qui, è la tua casa ed è la casa di tutti noi. Qualunque cosa accadrà la vivremo insieme, fianco a fianco”. Poi l’abbraccio corale, la cena in pieno centro storico e lo Zerinol contro l’influenza.
Da Modica Casini lancia l’allarme per la deriva leghista della politica italiana: «No a una politica irresponsabile, servono serietà, valori e impegno per modernizzare il Paese».
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