Celebrata ieri sera a Ragusa la giornata dell’artigianato e delle pmi Giovine: “Occorre sforzo per modernizzare la concorrenza”

“Bisogna alzare il tono della voce. Le nostre pmi fin qui ce l’hanno fatta. Ma da adesso in poi la salita diventa impervia”. E’ il monito lanciato ieri sera, a Ragusa, in occasione della settima edizione della Giornata dell’artigianato e della piccola e media impresa promossa da Cna provinciale. Un momento di festa ma anche di riflessione per una crisi economica che forse, nel Ragusano, non è ancora visibile in tutta la sua drammaticità. Per l’occasione è stato presentato anche il libro “Le pmi nell’area di libero scambio”, curato da Giuseppe Barone e Saverio Terranova, che amplia le riflessioni sulla tematica già stimolate lo scorso anno da un convegno specifico promosso alla Camera di commercio. Ad aprire i lavori, ieri sera, il presidente provinciale di Cna, Giuseppe Cascone, che ha sollecitato le istituzioni locali a “battere i pugni per i ritardi infrastrutturali, divenuti ormai insopportabili. Solo così le pmi iblee potranno sopravvivere. E senza piccole e medie imprese, in provincia di Ragusa resta il vuoto sul piano economico”. Il segretario provinciale di Cna, Giovanni Brancati, ha invece parlato, riferendosi alla manifestazione, di una “tappa importante che ci permette di individuare gli spunti adeguati per approfondire altri argomenti che stanno a cuore alla nostra economia locale. Tra questi, merita un approfondimento, e ce ne occuperemo tra qualche tempo, la questione del federalismo fiscale, per comprendere meglio se e quali opportunità e vantaggi ci saranno per il nostro territorio”. Tra gli interventi dei rappresentanti istituzionali, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, ha annunciato che, con l’approvazione del Bilancio di previsione 2009, sono state previste, tra i residui attivi, delle somme per i contributi in conto interesse. Il presidente della Provincia regionale di Ragusa, Franco Antoci, ha sottolineato come l’ente da lui diretto da sempre “si muova in sintonia con il mondo delle pmi locali”, mentre il presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino, si è soffermato sulla prossima apertura dell’area di libero scambio, all’interno della quale le imprese iblee dovranno mettere in campo le proprie capacità. “Sarà un mercato ‘senza regole’ – ha detto Tumino – in cui non avranno valore le barriere doganali”. Lo stesso Tumino e il presidente provinciale Cna Cascone sono stati insigniti, a sorpresa, del premio Atlante per il loro contribuito fornito, nell’ultimo decennio, alla crescita dell’organizzazione. Soffermandosi sulla presentazione del libro, il prof. Giuseppe Barone, docente dell’Università di Catania, ha chiarito che l’area di libero scambio può rappresentare una grossa opportunità di rilancio per l’economia iblea, a patto che la provincia di Ragusa entri a far parte di un sistema. “Ci si prepari – ha detto Barone – con la creazione dei distretti. Senza dimenticare di essere una porzione della Sicilia che, in questo scenario, può giocare una grande carta”. Il presidente del Centro studi per l’artigianato della Cna di Ragusa, Saverio Terranova, ha denunciato che il sistema produttivo, almeno quello delle pmi, è destinato a soccombere se non ci si rende conto di tutta una serie di problemi che vanno risolti. “A cominciare – ha chiarito – dal costo dell’energia, altissimo, per continuare con il costo del denaro che non è competitivo”. Anche Terranova, poi, ha rimarcato il fatto che “senza infrastrutture questo territorio non andrà da nessuna parte”. Le conclusioni sono state affidate a Claudio Giovine, responsabile dipartimento Politiche industriali della Cna nazionale, il quale ha sottolineato che l’area di libero scambio è, da tempo, un argomento ormai dimenticato dal dibattito politico. “La Sicilia – ha aggiunto – ha un problema sostanziale che è quello di non riuscire a far parte di un sistema nazionale. Quindi, la provincia di Ragusa deve aggregarsi alle rivendicazioni economiche dell’isola. Occorre, inoltre, da parte delle pmi, un grosso sforzo di modernizzazione nel settore della concorrenza. E’ proprio su questo fronte che si gioca la più importante delle sfide”.
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