Da qualche giorno nelle strutture balneari della Sicilia sono in corso degli accertamenti da parte delle Forze dell’Ordine in merito al pagamento dell’ICI,imposta comunale. Obbligo imposto anche sul Demanio Marittimo sembra sulla base di una Circolare Ministeriale del 2001 Prot. n. M_TRA/DINFR 2592. E’ davvero incomprensibile il pagamento di una nuova tassa a danno di tutti i concessionari balneari esistenti sul Pubblico Demanio Marittimo della Sicilia,titolari di una struttura precaria in un’area data in concessione a tempo determinato il cui il proprietario è la Regione Sicilia. Quanto sopra come se non bastasse la forte penalizzazione nel settore turistico balneare esistente in Sicilia che non permette lo sviluppo imprenditoriale. Infatti,è incomprensibile pagare l’ici per una struttura precaria mentre l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali dell’Isola non concede il mantenimento delle opere balneari al fine di continuare le attività complementari di somministrazione di alimenti e bevande nel periodo invernale. Ciò, addirittura in contrapposizione alla Legge Regionale numero 28 del 1999 (riforma sul commercio in Sicilia) ove con l’art. 27 consente a “tutti gli operatori balneari di poter continuare le propria attività commerciale oltre il periodo estivo con le stesse autorizzazioni in possesso” ed infine dalla Legge Regionale numero 15 del 2005 che permette il mantenimento definitivo delle opere anche nel periodo invernale. Quindi,Ogni fine stagione siamo costretti a smontare pezzo per pezzo tutta la struttura con notevoli danni alle stesse e pesanti aggravi di costi nonostante la Concessione Demaniale e’di durata seennale mantenimento compreso. Non di meno ancora oggi esiste in Sicilia un decreto che vieta la balneazione a tutti, turisti compresi,dal primo del mese di ottobre al trenta del mese di aprile . Proprio così: nel periodo Ottobre/Aprile è vietato fare il bagno a mare!!!! Eppure la Sicilia nel mondo si presenta paradossalmente con questo slogan: ”Sicilia un’estate lunga un anno”. Siamo penalizzati ancora oggi da un rapporto alquanto difficile tra la Regione Sicilia e l’Amministrazione Marittima tenuto in vita da un accordo che si rinnova di anno in anno e che scade quasi sempre, vedi caso, nel periodo estivo con la conseguenza che le Capitanerie di Porto, nell’attesa del rinnovo dell’accordo, sospendono l’istruttoria delle pratiche in corso. Da anni attendiamo l’istituzione degli Uffici Periferici Territoriali sul Demanio che permetterebbero di gestire e controllare le spiagge e delle coste della Sicilia, provincia per provincia. La mancata istituzione degli Uffici previsti dalla Legge già dal 2005, ci costringe ad un iter istruttorio lungo e difficile che a volte dura anche anni. La Regione Sicilia, pur vantando la sua speciale autonomia legislativa, si differenza nella circostanza in senso negativo rispetto al resto d’Italia e del mondo intero. E che dire della situazione, a dir poco drammatica, dell’uso delle strutture balneari per le attività complementari nelle ore serali e notturne? In Sicilia è ancora il Questore a rilasciare le licenze per le attività complementari di Pubblico Spettacolo, mentre oltre lo stretto, da tempo, esattamente dal 1977, è il sindaco l’Autorità competente al rilascio anche in un giorno delle stesse Autorizzazioni. Non riusciamo a comprendere quale è la differenza tra noi operatori balneari siciliani ed i nostri colleghi emiliani,che hanno spiagge conosciute in tutto il mondo per il divertimento,perché un turista in Emilia Romagna,come in tutta Italia, può usufruire di tutti i servizi e divertimenti in spiaggia giorno e notte mentre in Sicilia vige questo assurdo proibizionismo? Ebbene ritengo pertanto che la Sicilia abbia perso, ancora una volta, una buona occasione di riscatto, venendo meno, purtroppo, quella competitività che ci vede relegati nelle basse classifiche nel campo del turismo balneare nazionale. Si fa un gran parlare di turismo, di iniziative collegate alla promozione e conoscenza del nostro territorio attraverso itinerari eno-gastronomici, ecc. tuttavia, mi chiedo perché il turismo balneare, in una Regione in cui il sole e il mare ci vengono da tutti invidiati, debba trovare nei politici indifferenza, insensibilità, pigrizia, ecc. ecc., non tenendo conto, fra l’altro, che il settore garantirebbe una notevole fetta di occupati? PERTANTO ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA L’ASSOCIAZIONE TURISTICA BALNEARE SICILIANA COMUNICA DI NON CONDIVIDERE QUANTO STABILITO DALLA CIRCOLARE MINISTERIALE E NE TUTELA LEGALMENTE I PROPRI ASSOCIATI CONTRO L’IMPOSIZIONE DEL PAGAMENTO dell’ICI NELLE NOSTRE STRUTTURE BALNEARI POSTE SUL PUBBLICO DEMANIO MARITTIMO DELLA SICILIA,UNA TASSA INCOMPRENSIBILE CHE DANNEGGIA PESANTEMENTE LE NOSTRE CASSE FINANZIARE CONSIDERATO L’OBBLIGO DEL PAGAMENTO RETROATTIVO DALL’ANNO 2001 .
RAGUSA. FIRULLO: “PAGAMENTO ICI SULLE STRUTTURE BALNEARI DELLA SICILIA”.
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