Le previsioni per il 2009 sono tutt’altro che rosee. Il PIL si ridurrà di almeno il 3%, e non è escluso che si possa arrivare al 4%. E’ previsto l’aumento del debito pubblico a poco meno del 110% del Pil, ma se la riduzione del Pil sarà superiore a quella prevista ufficialmente (-2%), anche il deficit di bilancio risulterà peggiore delle previsioni e il debito crescerà ancora. Ma ciò che più preoccupa è che negli altri paesi dell’euro la crescita del debito avverrà a seguito di manovre fiscali volte a contenere la crisi, mentre in Italia gli interventi finora effettuati sono stati a saldo zero: il Governo infatti non è intervenuto a ridurre le imposte e si è limitato a rimodulare limitatamente la spesa già prevista”. Il ministro dell’Economia del governo ombra del Pd Pierluigi Bersani ha bocciato senza appello le misure adottate ad oggi dal governo Berlusconi, nel corso dell’incontro tenuto nel tardo pomeriggio di ieri al Mediterraneo Palace di Ragusa, in occasione della presentazione di Italo Tripi, che ha lasciato la guida della Cgil siciliana per candidarsi alle elezioni europee. Introdotto dal coordinatore provinciale del Pd Pippo Digiacomo, presenti in sala il vice coordinatore provinciale Tuccio Di Stallo, numerosi esponenti politici locali e un pubblico di giornalisti e simpatizzanti, Bersani ha fatto un’ampia analisi dell’attuale situazione politica italiana, focalizzando la gravità della crisi: “Quello che non si può fare è sottovalutare la crisi – ha detto – e immaginare che le cose andranno a posto da sole. Al contrario la crisi peggiorerà per tutto l’anno in corso, e la mancanza finora di soluzioni incisive condivise a livello globale non aiuta certo a risolvere i problemi. Ancora più distruttiva è l’idea che allentando regole e controlli si possano aiutare gli italiani a superare la crisi”. La manovra finanziaria per Bersani è frutto di un governo imbroglione che ha agito come Mussolini con i carrarmati “spostandoli da una parte all’altra: dove c’era un buco ne metteva uno. Ovviamente anche i fondi per il Mezzogiorno sono stati utilizzati per tappare buchi”. E il risultato? “Crediti imposta vanificati, – ha chiosato Bersani – sconti fiscali strozzati, incertezze procedurali. Se questa è strada giusta figuriamoci quella sbagliata. Leggendo il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo imbroglione dimentica di dire. Spicca il colpo mortale dato agli investimenti pubblici e privati con la vanificazione dei crediti d’imposta automatici, sia per la ricerca sia per le ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Il credito d’imposta per la ricerca, maggiorato nei rapporti tra imprese e università era il meccanismo più potente in Europa. Viene strozzato nella culla dopo il primo anno di avvio. Hanno già fatto la stessa fine, nei mesi scorsi, i crediti d’imposta automatici per gli investimenti al Sud. In una situazione di recessione sono decisioni completamente senza senso. Si possono spiegare solo con la volontà ideologica di cancellare ogni traccia delle novità introdotte dal governo Prodi. Inoltre, la sponda pubblica per l’acceso al credito delle Pmi è sottoposta a incertezze procedurali e di copertura e le stesse piccole imprese risultano escluse dalla riduzione degli anticipi fiscali”. E infine una stoccata sul caso Noemi. “Berlusconi ha fatto di tutto per rendere pubblici i suoi affari privati e personali, compresi quelli familiari. Non ultima la vicenda di Noemi che non credo affatto non incida sul consenso degli italiani che viene assurdamente valutato con un sondaggio al giorno”.
IL PARTITO DEMOCRATICO DI RAGUSA SU VISITA ON.LE BERSANI
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