“Ricorrerò all’autorità giudiziaria nei confronti di alcuni rappresentanti istituzionali”. Contrattacca il capogruppo del Movimento Una Nuova Prospettiva, Nino Cerruto, dopo l’episodio increscioso di giovedì nel corso della seduta del consiglio comunale aperta. “Al di là della vicenda personale, ed a tal proposito ringrazio il Pd, il movimento a cui mi sento onorato di appartenere – spiega Cerruto – e tantissime persone per la solidarietà espressami, desidero far presente che in Consiglio Comunale è stata attaccata la libertà d’espressione e la democrazia. Se qualcuno si è sentito leso dalle mie dichiarazioni ricorra all’autorità giudiziaria, a cui probabilmente dovrò ricorrere. Se riteneva, legittimamente, inopportune le mie dichiarazioni, aveva possibilità di civilmente replicare. Ma non è tollerabile, se diciamo di essere in un paese civile e democratico, che un consigliere, in una seduta di consiglio comunale, mentre sta intervenendo, venga violentemente insultato e vengano perpetrati tentativi di aggressione fisica, prontamente bloccati dalle forze dell’ordine presenti in aula”. Nino Cerruto, poi, passa allo specifico e punta il dito in particolare sull’Udc, il partito che rappresenta l’on. Peppe Drago, “bersaglio” dell’esponente di maggioranza. “Non è la prima volta che i rappresentanti dell’Udc – incalza – allorquando si parla di questione morale, mostrino disagio e nervosismo. Ribadisco e sottoscrivo con maggior convinzione, alla luce di ciò che è avvenuto, quanto espresso in Consiglio Comunale e m’impegno a continuare la battaglia, che come movimento portiamo avanti, contro ogni forma di arroganza e di tentativi di intimidazione. Ribadisco, e concludo il discorso, che per me i proclami e le affermazioni di chi, a livello locale e regionale, ha una particolare storia politica e giudiziaria, non sono credibili. Ribadisco che per me non è credibile un partito che in una terra, come la Sicilia, dove si muore per mafia, assegni un posto di senatore ad un Presidente della Regione, che pochi giorni prima era stato condannato per aver favorito la mafia. Appartenere”.
I FATTI DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GIOVEDI’. NINO CERRUTO RICORRE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA CONTRO RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI.
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