MODICA. IL GRUPPO CONSILIARE DEL PD SOLIDARIZZA CON NINO CERRUTO

Il gruppo consiliare del Partito Democratico esprime piena solidarietà al consigliere Nino Cerruto dopo i fatti accaduti nell’ultima seduta del consiglio comunale, dove si trattava l’argomento sul destino delle società partecipate. "Non è possibile – dicono i componenti il Gruppo – che nel luogo per antonomasia più democratico della città si possa impedire ad un consigliere di portare a termine il proprio discorso. È stato infranto uno dei principi cardini della nostra costituzione, ossia quello della libera espressione di pensiero e, cosa ancora più grave, ciò è avvento a scapito di un rappresentante dei cittadini eletto democraticamente. È stato violato l’art. 41 comma 3 del regolamento consiliare nella parte in cui garantisce "la libertà di espressione dei membri del consiglio comunale". Capiamo perfettamente che in quel frangente l’opera svolta dal presidente del consiglio è stata provvidenziale per stemperare il clima e gli animi, ma ciò che non capiamo, e che anzi condanniamo, è il fatto che l’azione intimidatoria nei confronti di un consigliere comunale, non è scaturita dai lavoratori presenti in aula, che avevano tutti i motivi per essere arrabbiati a causa delle condizioni di disagio che stanno vivendo, ma da coloro, parlamentari della repubblica, consiglieri provinciali e comunali, sindacalisti, che dovrebbero essere i primi sostenitori e custodi delle più elementari regole democratiche. Non vogliamo entrare nel merito del discorso fatto dal consigliere Cerruto, ciò che invece ci preme rivendicare è il diritto di tutti noi ad esprimere le nostre opinioni liberamente e senza condizionamenti di alcun genere. Vogliamo citare una celebre frase di Voltaire che recita "Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo". In una nota al presidente del Consiglio si dice: "Noi consiglieri, che in quella occasione non abbiamo avuto il coraggio di reagire, alzandoci ed andando via, facessimo nostra questa citazione in modo che, da oggi, in aula, siano rispettati i principi di democrazia e di libertà di espressione, della quale Lei è il massimo garante, e siano stigmatizzati comportamenti rissosi che oramai stanno diventando una prassi consolidata di certi esponenti del consiglio comunale".

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