CONSIGLIO COMUNALE DI MODICA APERTO. FINALMENTE TONI POLITICI ALTI E SENSO DI RESPONSABILITA’

Note di plauso dall’Udc e dal Pdl per i risultati emersi dalla seduta aperta del consiglio comunale svoltosi giovedì sera. Ed in effetti era da tempo che Modica non assisteva ad un’assise dai toni politici così alti, dal senso di responsabilità condivisa, dal grado d’attenzione elevata. Alta è la posta in gioco e soprattutto la tensione. C’è di mezzo il futuro occupazionale di un centinaio tra dipendenti di Multiservizi e Reteservizi. “Che ne sarà delle due società e soprattutto dei lavoratori?” è stata la domanda iniziale posta da Michele D’Urso (Pdl). Risposta affidata all’assessore Peppe Sammito che, sulla scorta dei numeri, ha parlato di soluzioni difficili “ma che si devono assumere”. Sammito ha mostrato l’ipotesi della liquidazione della Multiservizi con la mobilità lunga per i dipendenti ed il ritorno a carico delle casse regionali degli ex Lsu che tornerebbero ad occuparsi dei servizi socialmente utili. A parlare i diretti interessati, i dipendenti, lamentatisi per il sentirsi considerare “numeri” e non persone. A seguire i rappresentanti delle sigle sindacali aziendali, Ciccio Maggio (Uil) e Salvatore Terranova (Cgil), con quest’ultimo che ha bocciato l’ipotesi proposta da Sammito. Peppe Drago, inatteso ospite ma “mattatore” della serata ha poi sfidato l’ amministrazione: “Voi non toccate nessun posto di lavoro e noi come Udc – ha detto – voteremo “si” a qualunque ipotesi di bilancio”. Confronto e concertazione le parole d’ordine ripetute da Vito D’Antona (Sd) e dal segretario generale della Cgil, Giovanni Avola. Una concertazione che è già realtà con la convocazione di un tavolo previsto per stamattina. Carmelo Scarso (Mpa) e Nino Frasca Caccia (Pd) hanno ribadito l’assenza di una volontà precisa di “eliminare” i lavoratori e la necessità di risanare le casse a beneficio di tutta la città. “Qui ci siete voi – ha detto Scarso – ma fuori c’è tutta una città che chiede aiuto”. Dopo la sospensione per i disordini conseguenti ad un intervento di Nino Cerruto, il deputato regionale Riccardo Minardo ha riportato nell’alveo la discussione con un intervento teso a sostenere l’ipotesi mobilità lunga per i dipendenti. “E’ l’unica – ha detto – che salva capre e cavoli. La coperta è corta ma dobbiamo riuscire a coprirci tutti”. L’ amministratore della Multiservizi, Carmelo Ruta, ha chiesto di rivedere i costi dei contratti, rinegoziarli, ridurre gli sprechi e riprovare a giocare la carta della società partecipata, con un “si può fare” che ha raccolto gli applausi dei tanti presenti. Infine il Sindaco. Toni forti e, novità, autoritari per un Buscema che ha detto: “la Multiservizi ha fallito gli obiettivi. Ma oggi non importa. La situazione finanziaria impone sacrifici di tutti per il bene della città. E’ il momento delle scelte. Volete proporne altre? Fatelo, le accetteremo, ma non possiamo rimanere ancora nel limbo”. Domattina si riparte col confronto.

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