IL POEMETTO CANTO DAL MEDITERRANEO DEL MODICANO DOMENICO PISANA PRESENTATO A MILANO DA POETI DELL’ORIENTE EUROPEO

“La poesia di Domenico Pisana parla il linguaggio del cuore e conosce la bellezza e la sofferenza della libertà”: con queste parole Clirim Muca, poeta dell’Albania che ha conosciuto la censura del regime comunista, si è espresso, dopo aver letto nella sua lingua una poesia di Pisana, nella serata dedicata al suo poemetto Canto dal Mediterraneo, che si è tenuta nella prestigiosa libreria “Archivi del 900 di Milano su iniziativa del poeta Pippo Puma e delle associazioni dei siciliani della Lombardia. Poeti e scrittori dell’interland milanese, rappresentanti istituzionali come il dott. Fabrizio De Pasquale, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale di Milano, e del console della Croazia Dr. Andro Knego, hanno reso omaggio allo scrittore modicano, la cui vasta attività letteraria e i cui versi sono stati ampiamente apprezzati dal pubblico presente alla manifestazione. Anche il sindaco di Modica ha voluto, per l’occasione, inviare un messaggio agli organizzatori della manifestazione: << Spiacente di non poter partecipare alla prestigiosa manifestazione per ovvi motivi di distanza geografica, desidero però ugualmente esprimere da Modica – si afferma nel messaggio – il mio compiacimento per l’opportunità offerta ad un valente poeta modicano quale il Prof. Domenico Pisana, quella cioè di presentare il suo ultimo volume di poesia – Canto dal Mediterraneo – in una cornice così importante e con la partecipazione di significativi poeti dell’oriente europeo e di illustri relatori , fra i quali devo ricordare con piacere la Prof.ssa Corsinovi, che ha più volte generosamente fornito alla nostra Città un contributo importante in ordine allo studio e alla conoscenza dl Salvatore Quasimodo. In tale contesto, il titolo del libro di Domenico Pisana riveste un particolare valore simbolico, in quanto chiama in causa quel Mediterraneo in questi anni tante volte citato ed evocato, ma che attende ancora di essere valorizzato quale polo imprescindibile di un’Europa aperta, memore del proprio passato, capace di costruire ponti e non steccati con quei popoli che sono stati coinvolti nella sua origine più profonda. La poesia di Pisana allarga i propri orizzonti sul mare e sulla storia, riuscendo però a far incrociare il piano dell’esistenza individuale, delle sue emozioni, dei suoi dolori, delle sue gioie, dei suoi miti anche, con il quadro complesso del vissuto collettivo e del suo futuro possibile. E’ questo, dal mio punto di vista – si legge nel messaggio – il pregio maggiore del libro che viene letto e presentato, nel quale dimora naturalmente qualcosa dello spirito dei luoghi in cui è stato concepito>>. Durante la manifestazione efficace e puntale è stato l’intervento critico della prof.ssa Graziella Corsinovi dell’Università di Genova. “La poesia di Pisana – ha affermato – conosce la bellezza come valore metafisico, come anima della terra di Sicilia, canta i grandi temi universali dell’esistenza umana: il senso della vita, le lacerazioni della diversità e del linguaggio, l’incomunicabiltà, l’omologazione culturale, la globalizzazione, la crisi della politica, delle relazioni sociali ed umane: e il suo canto, tuttavia, è sempre animato da un “sensus fidei” che fa di lui un “poeta della speranza”. Una speranza che è stata colta anche da Angelo Gaccione, interessante scrittore d’assalto della Calabria, di ispirazione sessantottina e proveniente da ambienti del mondo culturale laico, il quale ha apprezzato la dimensione sociale ed etica della poesia di Pisana. Tomko Maroevic, poeta croato, storico dell’arte e docente universitario, ha letto nella sua lingua testi poetici di Pisana, sottolineandone il senso di umanità, la chiarezza linguistica e lo spessore dei contenuti. E’ stata per me un’esperienza di crescita culturale – ha affermato Pisana – perché dal confronto con gli altri, quando non è viziato dal pregiudizio , si esce più ricchi e più desiderosi di continuare. Ciò che più conta è fare della cultura un dono, una relazione fondata non su processi di autoreferenzialità, di narcisismo intellettualistico o di smanie d’apparenza, ma sul bisogno di ‘ricercare la verità insieme agli altri’, perché , almeno io credo, chi pensa di possederla è già nella menzogna.” E con le note del violinista albanese Florian e della splendida voce del tenore della Scala di Milano, Pippo Veneziano, la serata non poteva trovare la conclusione senza la gradita degustazione dei dolci e del cioccolato modicano offerti dell’autore.

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