Sindaco, giunta, presidente del Consiglio Comunale e consiglieri, hanno salutato stamane nella sala “Elio Vittorini” di Palazzo Vermexio l’arcivescovo di Siracusa, Giuseppe Costanzo, che il prossimo 8 novembre lascerà la guida della Diocesi. Nel suo intervento di apertura il sindaco, Roberto Visentin, dopo avere manifestato “la gratitudine e la devozione dell’intera comunità e di tutti i siracusani”, ha richiamato i valori cristiani che monsignor Costanzo ha indicato sempre come “stella polare contro le distorsioni di un conformismo che privilegia l’effimero”. “Viviamo in tempi difficili- ha detto tra l’altro Visentin- gravidi di insensate violenze e di barbarie, ma anche di incertezze per il presente ed il futuro. In questi anni- ha aggiunto il sindaco- è stato motivo di conforto potere trovare in lei una guida spirituale, capace di riportarci al significato della nostra presenza sulla terra”. E’ stata poi la volta del presidente del Consiglio, Edgardo Bandiera che ha ricordato come il mandato di Costanzo sia coinciso “con una straordinaria stagione di rinnovato entusiasmo cattolico a Siracusa”, rimarcando ancora che “il suo nome è indissolubilmente legato alla storia di questa città”. Bandiera, infine, ha ricordato i valori i tratti del suo ministero, con la famiglia posta “al centro delle attenzioni della società perché palestra di ogni virtù”; il “dialogo con le Istituzioni, per dare voce alle istanze” ed ancora la capacità di aver “denunciato l’apatia, le ingiustizie, le manchevolezze della pubblica amministrazione”. Sono poi seguiti gli interventi dei consiglieri in rappresentanza dei gruppi consiliari. Ha preso infine la parola l’arcivescovo Giuseppe Costanzo che non ha nascosto la sua commozione per sedere in una “sede dove si prendono importanti decisioni per la vita della città”. Costanzo ha poi toccato diversi punti, a cominciare dalla capacità di ascolto, che ha definito come “virtù assai rara”, per poi toccare i temi della famiglia, per la quale ha invocato maggiore attenzione, quelli della povertà “occorre abbattere i muri di cemento creati dall’egoismo”, del disagio giovanile, della paternità, intesa soprattutto come “dovere di educare i figli che spesso si scontra con la loro libertà come individui”. L’arcivescovo si è poi rivolto ai presenti, nella loro qualità di amministratori della cosa pubblica, ricordando come “il loro mandato debba essere inteso come servizio e non come esercizio di potere” ed ha invitato la classe dirigente a “tenere sempre desta l’attenzione sui temi dell’ambiente, guardando al futuro delle nuove generazioni”. Un accenno anche a Santa Lucia e ai suoi resti mortali, il cui ritorno a Siracusa Costanzo dà per sicura, ma tra molto tempo, quando “saranno maturate le condizioni, al termine di un lungo percorso di mediazione”. Al termine dell’incontro il sindaco, a nome della città, ha donato a monsignor Costanzo un crocifisso da tavolo in argento cesellato, realizzato artigianalmente e che riporta il motto episcopale.
Siracusa: Il saluto della città a monsignor Giuseppe Costanzo
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