ON. DRAGO: “AL COMUNE DI MODICA FACCIAMO UNA MAGGIORANZA AMPIA E TRASVERSALE”

Una maggioranza consiliare ampia e trasversale, rispetto agli schemi politici attuali, una coesione di forze, l’autorevolezza delle sinergie istituzionali, un’amministrazione retta dal Sindaco eletto democraticamente e composta dalle migliori energie delle città nei vari ambiti. Tutti insieme più o meno appassionatamente. Non è lo “Stato ideale retto da filosofi” di Platone, bensì la giusta soluzione per Modica proposta da Peppe Drago. Il parlamentare nazionale tende la mano al Sindaco Antonello Buscema (a lui e non ai suoi alleati, ndr) ed alla città. “Ci siamo riuniti due volte con Buscema – dice Drago – ed abbiamo potuto notare come sulle grandi questioni (finanze, urbanistica, servizi sociali) questa amministrazione manchi di autorevolezza e di interlocuzione. Dalle parole del Sindaco – prosegue – si evince che c’è esigenza di un progetto più ampio per la città che coinvolga anche noi parlamentari, sebbene di forze politiche d’opposizione. Se c’è sincerità, onestà, coerenza nelle parole del Sindaco – continua il leader dell’Udc – credo che la cosa migliore sarebbe verificare dapprima l’intesa sulle grandi questioni e poi, chi a Palermo e chi a Roma, lavorare sulla base di un patto per la città, non solo per garantire l’esistente ma anche in prospettiva futura”. Un “patto per la città” che si baserebbe su una maggioranza ampia e trasversale in consiglio comunale, “a cui corrisponda però – sottolinea Drago – una giunta che non risponda a logiche politiche ma che sia emanazione diretta del Sindaco come istituzione e che coinvolga le migliori energie a prescindere dall’appartenenza politica”. Come dire che si è disponibili a sbracciarsi per la città, ma senza che ci siano “formiche” e “cicale”. “Non è un aut aut, sia chiaro – precisa Drago -. Così come sia chiaro che non ci interessa entra in giunta. C’è una città che chiama e noi siamo disponibili a rispondere. E’ ovvio però che se si scegliesse di non intraprendere questa strada, si rischierebbe di far scadere il dibattito politico al punto tale da non consentirci la collaborazione istituzionale. La polemica cioè continuerebbe su tutto. Al di là delle scelte in loco – conclude Drago – ci sono cose che vanno risolte nelle sedi istituzionali romane e palermitane. Noi siamo disponibili, ma serve venirsi incontro”.
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