Rischia di esplodere la situazione finanziaria in provincia di Ragusa. Oltre agli Enti locali che non riescono a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, anche l’Ato Ambiente ha delle difficoltà economiche non indifferenti che, di fatto, hanno bloccato le discariche gestite dalla Icom e, tra queste, quella di Vittoria dove confluisce i rifiuti la ditta Busso per conto del comune. Si è creato un disservizio a catena che, in questi giorni, sta creando problemi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani in città. Gli operai della Icom devono percepire due mensilità perché, la stessa società, è creditrice nei confronti dell’Ato, di ben due milioni di euro. Per questo motivo si è deciso di attuare uno sciopero bianco per cui permettono ad un solo autocompattatore di potere confluire i rifiuti in discarica. Notevoli i disservizi che si stanno registrando in città, in quanto gli altri camion rimangono pieni di rifiuti e, conseguentemente, i cassonetti dislocati in tutto il territorio urbano, non possono essere svuotati quotidianamente. Sul fronte sindacale, intanto, le organizzazioni di categoria, stanno programmando una giornata di sciopero per il 27 ottobre, con il coinvolgimento di tutti i dipendenti che hanno rapporti di lavoro con il comune: operatori ecologici, dipendenti della Multiservizi e delle cooperative sociali che, attualmente, sono in stato d’agitazione, mentre quelli della Multiservizi si astengono dal lavoro da mercoledì scorso. Non percepiscono lo stipendio da quattro mesi. “Non abbiamo neanche i soldi per acquistare la benzina per potere andare nella sede della Multiservizi – denunciano i lavoratori e, neanche la promessa di liquidarci metà dello stipendio di giugno, è stata mantenuta. Siamo consapevoli che, scioperando, si perdono giornate di lavoro ma non possiamo fare altrimenti. L’amministrazione comunale, dal canto suo, continua ad inviare balzelli, mentre molte famiglie hanno contratto mutui ed hanno spese mensili che non riescono ad onorare”.
La Provincia di Ragusa nel pieno della crisi finanziaria. Ci si mette pure l’Ato Ambiente che non paga i propri dipendenti. Discariche bloccate
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