Debiti Inps, parla il presidente provinciale Vargetto “Per le pmi iblee non è stato ancora fatto abbastanza”

Sui debiti Inps, quanto è stato fatto, seppur apprezzabile, ancora non basta alle imprese iblee. E’ quanto emerso dalla riunione di ieri sera del consiglio direttivo provinciale dell’Upla Claai, presieduto da Salvatore Vargetto. Il presidente ha preso atto di come i componenti del direttivo, oltre alle iniziative già in campo, sollecitino le imprese a sostenere le proposte dell’associazione di categoria sul fronte del ripianamento delle situazioni debitorie, stante la disponibilità già prospettata da parte di Inps e Serit, attraverso la contrattazione di forme di rateizzazione che contemplino un abbattimento delle sanzioni e degli oneri accessori, facendo altresì affidamento sugli interventi finanziari agevolati, già resi disponibili dagli interventi economici della Provincia regionale di Ragusa per l’abbattimento di parte degli interessi. Interventi da contrattare con il sistema creditizio bancario ed i consorzi fidi delle stesse associazioni. “Il problema – afferma il presidente provinciale Salvatore Vargetto – investe moltissime delle aziende siciliane che operano nei settori dell’artigianato e del commercio. Ecco perché abbiamo già interessato il presidente della federazione siciliana della Claai, Orazio Platania, il quale si è subito messo all’opera per cercare di intervenire sulla scorta delle nostre richieste”. L’associazione provinciale dell’Upla Claai, rappresentata dal segretario Giovanni Trovato e dall’avv. Franco Terrizzi, componente del gruppo tecnico di lavoro istituito presso l’assessorato provinciale allo Sviluppo economico, presente il direttore della federazione regionale della Claai, Matteo Bellamacina, ha partecipato, martedì scorso, a Palermo, all’audizione presso la terza commissione legislativa dell’Ars. “Nella riunione del nostro Consiglio direttivo – aggiunge Vargetto – abbiamo fatto il punto sulla delicata e grave situazione economica che sta soffrendo il comparto delle aziende legate al mondo dell’artigianato e del commercio. Aziende che, loro malgrado, non hanno potuto fare fronte con puntualità al pagamento dei contributi e tributi vari a causa della recessione economica che sta interessando tutto il Paese, quindi anche l’area iblea. Tra l’altro, a causa delle varie ipoteche e dei fermi amministrativi della Serit, è stato impossibile trovare forme alternative di finanziamento e quindi appaltare commesse di lavoro. Le aziende sono al limite della sopravvivenza. Riteniamo importante l’impegno di concertare gli interventi di carattere istituzionale con l’assessorato regionale al Bilancio e con il presidente della Regione oltre alla decisione assunta dall’Inps siciliana di verificare la possibilità di agganciare la richieste delle associazioni alla legge sulle ristrutturazioni delle imprese in difficoltà. Nel nostro caso, si tratta di un vero e proprio problema di carattere sociale. Bisogna anche rivisitare l’applicazione drastica dei fermi amministrativi dei mezzi e dei beni strumentali delle aziende. Fermi operati dalla Serit che, di fatto, stanno bloccando le imprese e quindi lo sviluppo economico più complessivo”.
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