Inesistente il rischio di sommersione della “Vega Oil”. Gip Modica: l’ora del perito

Rischio pressoché inesistente di sommersione per la piattaforma petrolifera galleggiante "Vega Oil” sganciata lo scorso mese luglio dalla struttura fissa “Vega Alfa”. E’ la tesi del consulente tecnico d’ufficio, il professore Carlo Bertorello dell’Università di Napoli, chiamato a chiarire davanti al Gip del Tribunale di Modica questo passaggio. La consulenza del perito, però, non ha chiarito se tale circostanza fosse stata accertata prima o dopo lo svuotamento della “Vega Oil”. Erano le molteplici tonnellate di idrocarburi(oltre 100 mila)a determinare la principale causa del rischio di affondamento della piattaforma galleggiante, la struttura annessa all’impianto fisso "Vega Alfa" per l’estrazione in mare del greggio, rimasta in attività per oltre un ventennio a 11 miglia dalla costa, nel tratto di mare tra Marina di Modica e Sampieri. Una vicenda che, in atto, vede tre persone iscritte nel registro degli indagati, sui quali pesa l’ipotesi di reato di disastro colposo. Si tratta dell’armatore della piattaforma, del rappresentate legale della compagnia petrolifera e del responsabile dell’attività di estrazione. Quando la piattaforma fu svuotata, la piattaforma galleggiante conteneva 60mila tonnellate di greggio e 40 mila di gasolio. Le carenti condizioni strutturali imputabili ad una manutenzione ordinaria quasi del tutto assente avevano indotto la Capitaneria di Porto ad attivare l’iter propedeutico allo svuotamento, per poi procedere allo sgancio, scongiurando irreparabili danni ambientali in caso di sommersione. L’avvocato Antonio Borrometi ha presentato un certificato relativo all’idoneità della "Vega Oil" alla rigida normativa antinquinamento, nonostante la manutenzione carente contestata dalla Guardia costiera. Sembra, dunque, che la posizione dei tre indagati si sia attenuata. Il Gip ha, intanto, rimesso gli atti al pubblico ministero, alla luce dell’esito dell’incidente probatorio. Un dato confermato dal Ctu è che "le attuali condizioni strutturali del galleggiante "Vega oil" – si legge nella perizia – non sono adeguate per l’operatività prevista dalla notazione di servizio. Le attuali condizioni di non operatività possono evolvere soltanto nel disormeggio e nel rimorchio dell’unità in porto o in acque tranquille dove, con le opportune modalità, potranno essere completati gli adeguamenti già previsti per le strutture”.
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