MODICA. PROCESSO AL VIA PER 16 PRESUNTI TRAGHETTATORI

Gli accusatori confermano in aula, mentre agli imputati è vietato guardare in “faccia” i tre testimoni, tra quelli rintracciati, che li hanno indicati come traghettatori dello sbarco avvenuto il 13 ottobre scorso. I difensori degli imputati hanno chiesto, così come il pubblico ministero, Maria Mocciaro, la ricognizione personale dei testi, il Collegio Penale del Tribunale di Modica(Giovanna Scibilia, presidente, Patricia Di Marco e Maurizio Rubino, a latere)si è riservato di decidere. E’ questo il contenuto della prima udienza del maxi processo che vede in “gattabuia” ben sedici extracomunitari: si tratta di Alì Hessen, 42 anni, Zaher Said Ahmed Arafà, 35 anni, entrambi egiziani, Hamdi Ghed Mohamed, 30 anni, Yasser Saad Arafà, 21 anni, entrambi palestinesi, Mohmed Hamed, 22 anni, Walid Ali Ahmed, 21 anni, Samyh Khalil, 22 anni, tutti egiziani, Samyh Khalil, 21 anni, palestinese, Mohamed Hassan, 30 anni, della Palestina, Said Ahmed Ghedo, 33 anni, egiziano, Hichem Sayed Abd Rabbu, 24 anni, egiziano, Mohamed Sabri, 22 anni, egiziano, Ghed Hassan Mohamed, 22 anni, egiziano, Arafà Alì Alà Ahmed, egiziano, Zakaria Mohamed Eibadaqui, 20 anni, egiziano, Ibrahim Ide, 31 anni, egiziano, tutti difesi dagli avvocati Carmelo Lisi, Matteo Melfi, Giuseppe Infuso, Vincenzo Iozzia, Pino Pitrolo, Angelo Iemmolo, Angelo Cultrera e Mariella Portale. Come si diceva, i testimoni rintracciati sono rimasti senza volto per gli imputati chiusi nella cella a vetro dell’aula davanti alla quale è stata predisposto un separé. L’accusa per tutti è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel corso degli interrogatori diversi reclusi avevano indicato tre persone quali il comandante, il suo vice ed il capo macchina dell’imbarcazione che per evitare l’abbordaggio aveva proseguito la rotta zigzagando per circa un miglio ed effettuando pericolose manovre, rischiando più volte la collisione con la motovedetta che aveva anche cercato di speronare, si fermava dopo che i militari avevano esploso, a scopo intimidatorio, numerosi colpi d’arma da fuoco. Nella prossima udienza, fissata per 5 marzo è prevista l’escussione dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

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