Statistica sulle vetture a Modica

Secondo una stima dell’Automobile Club d’Italia sono 30 mila le vetture esistenti nel territorio di Modica e, di conseguenza, è facile intuire che non è irrisorio il numero di mezzi che, specialmente nelle ore di punta, si riversa nelle arterie principali della città. Più volte, l’annoso problema del traffico veicolare del centro urbano di Modica è stato al centro del dibattito politico e degli interventi di amministratori, politici, tecnici, ed esperti del settore che sono stati “costretti” a confrontarsi con la conformazione di un territorio che necessita per favorire i collegamenti dei vari punti della città di seguire delle vie obbligate. E’ anche vero che negli ultimi anni sono stati portati avanti alcuni esperimenti di traffico alternativo che, alla fine, si sono rivelati inefficaci e, pertanto, tutto è rientrato secondo vecchi e collaudati schemi di viabilità, a fronte anche dei notevoli disagi vissuti dai cittadini che non hanno mancato di portare avanti animate proteste. Del resto, lo stesso Ing. Ciuffini, dopo un lungo ed attento studio, aveva concluso la sua analisi affermando che “le uniche soluzioni possibili, a fronte di un traffico veicolare destinato a crescere sempre di più, sarebbero state quelle degli ascensori e delle scale mobili, nonché di un utilizzo di bus urbani (i cosiddetti “Pollicini”) confacenti all’impianto stradale del centro urbano. Nel frattempo, operatori commerciali, artigiani, ed esercenti pubblici hanno dislocato le proprie attività, tenendo conto della dinamica viabilistica del momento, adattando il proprio servizio alle esigenze degli utenti, che oggi, in certi casi, sono spariti del tutto. Ritornando agli esperimenti di viabilità alternativa, tutto è stato sconvolto e si è messo in moto un meccanismo perverso. Si è pensato di potere snellire il traffico nella zona, ritenuta commerciale, di Modica Sorda, creando dei sensi unici per buona parte in via Resistenza Partigiana, via Risorgimento, via Aldo Moro e via Sacro Cuore che vengono spesso collegate da vere e proprie “traversine”, strettoie con abitazioni sul ciglio stradale, come quella che collega la via Aldo Moro con la via Sacro Cuore, che non solo non riescono a fare defluire il traffico, creando spiacevoli ma che creano situazioni di pericolo per i residenti. I disagi coinvolgono, comunque, non solo gli abitanti della zona Sorda ma tutta la città. Tenendo conto del fatto che molti vi si recano per accompagnare i propri figli a scuola e per raggiungere il posto di lavoro, a volte, gli incolonnamenti degli autoveicoli partono da Modica Alta, per finire all’inizio del ponte Guerrieri. Anche in considerazione delle numerosissime ed insistenti proteste e delle oltre 2.500 firme, raccolte in petizione, in pieno periodo estivo, ritengo opportuno, farmi portavoce di questo diffuso malcontento che serpeggia nella popolazione e, pertanto, chiedo al capogruppo consiliare del mio partito di presentare nella prossima seduta utile del Consiglio Comunale di Modica un ordine del giorno che proponga una revisione ed una attenta analisi dei provvedimenti che hanno istituito questo nuovo tipo di viabilità. Il mio intervento scaturisce, non solo dalla carica politica ed amministrativa che ricopro, ma dalla mia condizione di cittadino modicano residente che sulla propria pelle si è reso conto di questi disservizi. Io sono consapevole che i provvedimenti di traffico alternativo decisi dagli attuali amministratori siano stato adottati in piena buona fede, cercando di fornire un ulteriore efficace servizio alla città, ma, pur tenendo conto della sollecitudine dell’assessore alla viabilità e del totale impegno del corpo di Polizia Municipale, bisogna anche prendere atto che, purtroppo, ancora una volta, questi ultimi esperimenti non hanno sortito l’effetto sperato. Viviamo in una città dove, non potendo, nell’immediato, creare alternative stradali, bisogna, con sollecitudine, pensare di migliorare i servizi per snellire il traffico veicolare

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