Torchi commenta L’azione di penalizzazione infrastrutturale ai danni del Meridione e della Sicilia in particolare

“L’azione di penalizzazione infrastrutturale che questo Governo Nazionale sta portando avanti ai danni del Meridione e della Sicilia in particolare è assolutamente ingiustificabile e rischia, come conseguenza immediata di bloccare lo sviluppo turistico e commerciale dei distretti dell’Isola”. Questo il commento del Presidente del Distretto Culturale del SudEst, Piero Torchi, alla notizia dell’avvenuta riduzione dei trasferimenti dei fondi a valere sulla viabilità provinciale per oltre 350 milioni di euro nel triennio. Il Distretto, che conta tra i soci la Provincia di Siracusa, ed ha già ricevuto la disponibilità all’adesione delle province di Ragusa e di Catania, è fortemente impegnato in questi mesi nella promozione turistico-culturale del territorio ed ha condotto una lunga battaglia per il miglioramento delle infrastrutture viarie, soprattutto nell’area orientale della Sicilia, laddove maggiore è stato l’impulso alla crescita strutturale. “Le infrastrutture e la micro-rete di collegamento interprovinciale – prosegue Torchi – non sono di rilevanza secondaria rispetto ai grandi investimentistradali, che tra l’altro la titano ma rappresentano una validissima alternativa che, come evidenziato nel piano di gestione elaborato per il sito UNESCO del Val di Noto, assume i contorni della specificità e dell’unicità nella fruizione del paesaggio e dei contesti architettonici. Per queste ragioni la scelta del Governo Nazionale non è solo l’ennesima penalizzazione infrastrutturale per il territorio ma è anche l’evidente segnale negativo nei confronti degli auspici espressi dall’UNESCO per uno dei distretti più effervescenti a livello nazionale. La nostra protesta è ferma e raccoglierà ogni provocatoria sfida anche legata ad azioni clamorose che le Province vorranno intraprendere”.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa