IL PORTO DI DONNALUCATA DICHIARATO PARZIALMENTE INAGIBILE

Il porto di Donnalucata è stato dichiarato parzialmente inagibile. La Capitaneria di Porto di Pozzallo ha comunicato al sindaco Falla che il porticciolo è inagibile per le imbarcazioni la cui chiglia supera i quaranta centimetri. Sostanzialmente uno stop per tutta la marineria locale e per chi della pesca fa una professione nella frazione rivierasca. Era stato il sindaco, la scorsa settimana, a chiedere alla Capitaneria di verificare l’agibilità dell’infrastruttura. Ora, dopo il sopralluogo, la notizia della parziale inagibilità, che sostanzialmente vieta alle imbarcazioni professionali di prendere la via del mare e consente di uscire solo alle imbarcazioni di legno usate per brevi escursioni, ma non adatte alla pesca d’altura. Sarà compito della Capitaneria attivarsi presso il Dipartimento di Protezione Civile, l’Assessorato Regionale al Territorio e il Genio Civile Opere Marittime di Palermo per chiedere un intervento di somma urgenza. Il sindaco Falla, l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Savarino, il consigliere provinciale Franco Susino e l’on. Roberto Ammatuna hanno compiuto un sopralluogo nei giorni scorsi per rendersi conto della situazione di difficoltà denunciata dai pescatori, che lamentano l’insabbiamento e la presenza di alghe all’interno dello scalo di alaggio, con i conseguenti danni economici che ne derivano per loro. Occorre che la Regione finanzi con procedura di somma urgenza il dragaggio dei fondali in corrispondenza dello scalo di alaggio. Intanto, si dovrebbe tenere a breve, a Palermo, una conferenza di servizio per comprendere i motivi della mancata approvazione del progetto di messa in sicurezza del porto, finanziata dal 2001 dall’allora assessore alla Presidenza della Regione Peppe Drago, nell’ambito della rimodulazione della legge sui fondi del terremoto di Santa Lucia, per un importo di oltre quattro milioni di euro. I progettisti hanno consegnato al Dipartimento gli elaborati del progetto nell’agosto del 2005. Dopo un anno e mezzo, però, il progetto, non è stato ancora approvato. In questo arco di tempo, diciotto mesi, si sono svolte diverse conferenze di servizio che non hanno portato a nessuna conclusione. La struttura portuale versa in uno stato di abbandono, per quanto si tratti di un porto di seconda categoria, terza classe, quindi di una struttura riservata a pescherecci e a barche da diporto. Il porto, purtroppo, è di frequente soggetto a inalgamento e insabbiamento che rendono necessari interventi manutentivi onerosi, di cui ingiustamente in passato si sono fatti carico il Comune e la Provincia. Il porto, infatti, è di proprietà della Regione. Peraltro, c’è il rischio che allungando i tempi, le risorse assegnate originariamente dalla legge 433, col passare dei mesi, perdano potere di spesa e si vanifichi l’intervento programmato e atteso da tanto tempo da chi quotidianamente rischia sulla propria pelle l’esercizio di un’attività che ha tanto caratterizzato l’economia di Scicli. Servono di nuovo i soldi per drenare lo scalo di alaggio nell’immediato, mentre il progetto del nuovo porto sarà esaminato nel corso dell’ennesima conferenza di servizio, stavolta convocata a Palermo, per dirimere la matassa che a Ragusa non è stato possibile risolvere.

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