ZONE FRANCHE IN PROVINCIA DI RAGUSA: FACCIAMOLE NELLE AREE ASI

poli industriali della provincia di Ragusa diventino “zone franche”. Lo propone il consigliere generale del Consorzio ASI Gianni Stornello che presenterà una mozione al riguardo nella seduta del Consiglio generale di lunedì 23 ottobre. In una lettera al presidente Motta, Stornello chiede di “valutare tale ipotesi nell’interesse delle aziende insediate, del prestigio del Consorzio e della crescita industriale della provincia di Ragusa in un rapporto di grande competitività nel sempre più ricco ed affollato mercato euro-mediterraneo”.

“Di fiscalità di vantaggio si parla molto in queste settimane – dichiara il consigliere Stornello – visto che l’alleggerimento del carico fiscale dà impulso alla competitività delle imprese e dei prodotti da esse immessi sul mercato. La piccola e media impresa della provincia di Ragusa avrebbe soltanto da guadagnare dall’adozione di misure di fiscalità di vantaggio, a tutto beneficio del territorio. L’esenzione da una o più imposte consentirebbe al nostro sistema produttivo di arrivare al 2010, anno di apertura dell’Area di libero scambio euro-mediterranea, in una condizione di miglior favore rispetto ad altre aree produttive del Mediterraneo. L’ASI può entrare in campo – spiega Gianni Stornello – perché la Zone franche sono ben definite, i loro confini risultano ben marcati rispetto ad un territorio più vasto, godono di un rapporto diretto e immediato con la infrastrutture presenti sul territorio, sono caratterizzate da una specifica tipologia di attività imprenditoriali, come la piccola e media impresa, esprimono grande vitalità e dinamismo. I nostri due agglomerati industriali sono tutto questo e lo saranno ancora di più con il terzo polo. Il Consorzio ASI di Ragusa – per Stornello – può avviare una serie di negoziati per l’adozione della fiscalità di vantaggio per le imprese delle sue aree industriali. Cito per tutti il caso dell’IRAP riscossa dalla Regione: è la più contestata delle imposte, quella che pesa maggiormente sulle imprese, soprattutto su quelle che danno più lavoro. C’è poi l’ICI. Apriamo dei tavoli di confronto con la regione e i comuni interessati ai quali fare capire che il mancato gettito di queste entrate viene compensato da una presenza di attività produttive, di investimenti e di grado di “aggressività” del mercato assai più elevati rispetto alla situazione attuale che è positiva ma che da un alleggerimento del peso fiscale raggiungerebbe una invidiabile punta di eccellenza. Sarebbe il primo caso in Sicilia e potrebbe essere anche l’unico, vista la nostra specificità”. Gianni Stornello

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