Un itineraio integrato dei siti archeologici

«Noi immaginiamo di creare un itinerario turistico integrato dei siti archeologici con mosaici dei Paesi del Mediterraneo, una proposta nuova per il turismo mondiale che serve a valorizzare i siti di ciascun Paese e diventa anche un progetto di sviluppo». Lo ha detto il sottosegretario agli Affari Esteri Giuseppe Drago, a Modica, durante la conferenza intemazionale «Mosaico Mediterraneo. Valorizzazione dei siti archeologici per lo sviluppo condiviso». «Da questo punto di vista la cooperazione italiana – ha proseguito – ha già lavorato in questo senso anche investendo risorse finanziarie per la conservazione di questi siti in collaborazione con 1′ Unesco. Mai, però, è stata sperimentata una gestione economica o realizzata una rete unica che aiuti lo sviluppo dei Paesi». La riunione coinvolge Algeria, Autorità palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Italia, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia, Cipro, Francia, Grecia, Malta, Spagna, Turchia. « Il trinomio cultura, storia, turismo – ha proseguito Drago – è un modo nuovo per affrontare la cooperazione allo sviluppo. Tutto ciò serve a far sedere allo stesso tavolo Paesi che per pregiudizio, rispetto a quello che sta accadendo nel mondo, per salvaguardia esasperata della propria identità, hanno difficoltà a dialogare».
«C’è necessità di dialogo per comprendere meglio le ragioni degli altri. Al pregiudizio vogliamo fare emergere il dialogo. Per favorire una migliore cooperazione economica e commerciale, oggi, bisogna utilizzare la cultura come strumento di crescita». Lo ha detto sempre il sottosegretario agli Affari Esteri, Giuseppe Drago, nell’ apertura della conferenza internazionale, che aggiunge. «Abbiamo scelto – ha proseguito Drago – i mosaici perchè nel Mediterraneo sono numerosi i siti archeologici con mosaici, e li abbiamo voluti rappresentare con le tessere dei mosaici che uniscono i popoli, nel tempo, nella storia. Vogliamo sviluppare una nuova metodologia, quella della gestione, non solo quella della conservazione. In questo contesto il riconoscimento dell’Unesco deve servire per consentire una crescita complessiva dei territori». Il sindaco di Modica Piero Torchi ha ringraziato i rappresentanti dei paesi stranieri aderenti, porgendo loro «sentimenti più autentici di amicizia, fratellanza e condivisione da parte dell’intero popolo siciliano». «La nostra terra – ha proseguito il sindaco – posta al centro del “grande lago”, il Mediterraneo, attorno al quale si sono sviluppate le tre grandi religioni monoteiste, vuole porsi quale luogo privilegiato per il dialogo tra i popoli, le culture, le loro religioni. Tale dialogo passa non solo attraverso coordinate geografiche ma anche per iniziative concrete che lo favoriscono e lo arricchiscono di contenuti condivisi che alimentino ciò che unisce piuttosto che ciò che divide».
A. A

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